Ottobre, Pordenone rimette il cibo al centro: ArtandFood 2026 svela i primi nomi
Dal 2 al 4 ottobre il festival torna nei palazzi cittadini con ospiti internazionali, cene speciali, laboratori e un tema dedicato a polveri, farine e consistenze.
Pordenone si prepara a riaccendere uno dei suoi appuntamenti più riconoscibili dell’autunno. Dal 2 al 4 ottobre 2026 il centro storico ospiterà la settima edizione di Pordenone ArtandFood, rassegna che intreccia cucina, incontri e degustazioni e che quest’anno annuncia una presenza internazionale ancora più marcata.
Le prime anticipazioni confermano arrivi da quattro Paesi europei — Francia, Slovenia, Danimarca e Svizzera — dentro un programma che continuerà a muoversi tra palazzi storici e luoghi simbolo della città. Il filo conduttore scelto per questa edizione è “Polverizzazioni e macinature”, tema che guiderà piatti, assaggi e momenti di approfondimento.
La manifestazione è promossa dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine attraverso TEF - Territorio Economia Futuro con il marchio PordenonewithLove, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia con #iosonofriuliveneziagiulia e il patrocinio del Comune di Pordenone.
Una città che si racconta attraverso sapori e luoghi
L’impianto generale resterà quello già apprezzato nelle edizioni precedenti: appuntamenti diffusi, dialogo tra alta cucina e territorio, attenzione a pubblici diversi. Accanto alle tavole d’autore sono previsti incontri, convegni, degustazioni e workshop pensati anche per studenti delle scuole di settore e bambini, chiamati a mettersi alla prova come piccoli pasticcieri.
Tra i format già annunciati c’è anche “Punti di vista”, proposta corale che nel fine settimana porterà in città tre nomi noti della ristorazione italiana: Fabio Tacchella, Sergio Mei e Giorgio Nardelli. Un tassello che conferma la volontà del festival di unire profili storici e sperimentazione.
Tacchella viene presentato dagli organizzatori come interprete innovativo della cucina italiana; Mei ha alle spalle la direzione di diciotto ristoranti Four Seasons in varie parti del mondo; Nardelli è indicato come chef pluripremiato e figura di riferimento del settore.
La serata del 2 ottobre con Pierre Caillet
Fra gli appuntamenti che emergono già da questa prima tranche di programma c’è la cena di venerdì 2 ottobre, affidata allo chef francese Pierre Caillet, una stella Michelin con la Maison Caillet di Valmont, in Normandia. La sua presenza è una delle carte più forti della rassegna 2026.
Caillet cucinerà insieme a Stefano Sacilotto, patron del ristorante Sostansa, negli spazi del Ristorante Moderno di Pordenone, nella cucina di Christian Giometti. Per la serata sono stati anticipati piatti come la “Pernice alle radici e spezie” e il dessert “Tour Normand - passeggiata nel bosco”, in dialogo con ingredienti e richiami della tradizione friulana riletti in chiave contemporanea.
Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, le prenotazioni per questa cena sono già aperte attraverso i recapiti del ristorante Sostansa.
Domenica riflettori su Lubiana e sul progetto “Capitali a Pordenone”
Il festival proseguirà anche nel segno del confronto con altre città europee. Torna infatti il progetto “Capitali a Pordenone”, avviato nella scorsa edizione, che per il 2026 sposta l’attenzione su Lubiana.
Domenica 4 ottobre arriveranno Josip e Tomaz Bratovz, padre e figlio, protagonisti da anni della cucina creativa slovena. I due guidano il JB Restaurant, trasferito di recente nel Golf Resort Arboretum, ai piedi delle Alpi di Kamnik-Savinja, e cucineranno a Palazzo Montereale Mantica con una proposta pensata per il pubblico della manifestazione.
Dolci, pairing e nuovi percorsi del gusto
Un altro asse del cartellone sarà “Seduzione vegetale”, percorso dedicato non soltanto ai piatti ma anche agli abbinamenti con bevande costruite su frutti ed erbe. In questo spazio è già stata annunciata la partecipazione dell’Azienda MaGiKa Likido di Tarvisio, fondata da Molinari e sviluppata con il contributo creativo del mixologist Gegam Kazaris.
Ci sarà poi il capitolo dell’alta pasticceria con le “Sweet Masterclass”, dove il tema delle polveri sarà declinato in chiave dolce. Ospite speciale il pastry chef emiliano Valter Tagliazucchi, atteso con le creazioni di “Giamberlano”.
Cambia anche l’approccio alle degustazioni di vino: non una selezione costruita a partire dalle etichette, ma piatti ideati sul tema dell’edizione ai quali affiancare diversi abbinamenti enologici secondo la logica del pairing.
Le altre tracce già annunciate per il weekend
Fra le proposte inserite nelle anticipazioni figurano anche le ricette di chef Matteo Martin raccolte sotto il titolo “Dal rifiuto al gusto”, oltre all’incontro-laboratorio di domenica 4 ottobre “Metti una sera a cena”, dedicato al ricevere e all’arte della tavola con i suggerimenti di Annarosa Floreani, ovvero Coquina Floreani.
Il programma completo della manifestazione, insieme alle indicazioni per le prenotazioni dei vari appuntamenti, sarà diffuso nelle prossime settimane. Per Pordenone è già un primo segnale chiaro: anche nell’autunno 2026 il festival tornerà a usare il cibo come strumento di racconto della città e del suo territorio.