Palazzo Gregoris apre alla narrativa di montagna: a Pordenone arriva Francesco Vidotto
Venerdì 4 settembre alla Somsi un incontro a ingresso libero con l’autore cadorino, ospite del cartellone “Montagne senza confini. La musica del paesaggio”.
La montagna raccontata come esperienza interiore, memoria e relazione umana sarà al centro del prossimo appuntamento culturale in città. Venerdì 4 settembre, alle 18, la sede della Somsi a Palazzo Gregoris ospiterà Francesco Vidotto, autore e alpinista originario del Cadore, per una serata aperta al pubblico dal titolo “Il bosco dei momenti perfetti”.
L’iniziativa rientra nel progetto “Montagne senza confini. La musica del paesaggio”, promosso dalla Storica Società Operaia di Pordenone con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e il patrocinio del Comune nell’ambito del programma estivo cittadino.
Per Pordenone sarà un’occasione per ascoltare da vicino una voce narrativa che ha fatto del paesaggio alpino non solo uno sfondo, ma una materia viva del racconto. Nei libri di Vidotto, infatti, i luoghi di quota diventano spesso il punto in cui emergono legami, fragilità e passaggi decisivi dell’esistenza.
Un appuntamento della rassegna cittadina
L’incontro si terrà negli spazi di Palazzo Gregoris, sede della SOMSI, con ingresso libero. Il percorso “Montagne senza confini. La musica del paesaggio” continua così a intrecciare linguaggi diversi e, in questa tappa pordenonese, sceglie di affidarsi alla letteratura per esplorare il rapporto tra uomo e ambiente montano.
Il titolo della serata richiama un immaginario che ben rappresenta la scrittura di Vidotto, spesso costruita attorno a atmosfere sospese, personaggi segnati dal paesaggio e una sensibilità attenta al tempo lento delle terre alte.
Dalle Dolomiti alla pagina
Tornato a vivere a Tai di Cadore, il paese dell’infanzia trascorsa con i nonni, Vidotto porta nella propria attività di scrittore un legame profondo con le Dolomiti. Nella sua visione, la montagna coincide con un ritorno all’essenziale, con una misura più sobria del vivere e con un contatto diretto con la natura.
Questo sguardo attraversa anche la sua idea di paesaggio, spesso accostata a una dimensione quasi musicale: la terra, i boschi, le quote alte diventano presenze capaci di produrre risonanze emotive, che nei romanzi si traducono in immagini, silenzi e tensioni narrative.
Lo stesso autore ha più volte descritto la necessità di allontanarsi da un’esistenza troppo compressa e artificiale per cercare, nella montagna, una forma di autenticità. È una linea di pensiero che aiuta a leggere anche il senso dell’incontro in programma a Pordenone.
Il percorso personale e i libri più noti
Prima di dedicarsi pienamente alla scrittura, Vidotto ha seguito un percorso diverso: gli studi a Conegliano, poi la laurea in Economia a Ca’ Foscari e gli anni trascorsi in ruoli manageriali di alto livello. In seguito la scelta di cambiare rotta, rimettendo al centro i luoghi d’origine e l’attività narrativa.
A questo si affianca una conoscenza diretta dell’ambiente alpino, coltivata attraverso pratiche come sci alpinismo, free ride, arrampicata, equitazione e trekking. Anche questo rapporto concreto con la montagna entrerà nel dialogo previsto a Palazzo Gregoris.
Durante la serata troveranno spazio anche i titoli che hanno fatto conoscere Vidotto a un pubblico ampio. Tra questi “Oceano”, vincitore del Premio Latisana per il Nord Est nel 2015 e divenuto nel tempo un long-seller, e “Onesto”, pubblicato da Bompiani nel 2025 e segnalato tra i libri più venduti in libreria.
L’appuntamento pordenonese si annuncia dunque come un viaggio tra biografia, paesaggio e narrativa, con al centro una montagna vissuta e poi trasformata in racconto. Un incontro pensato per chi segue la letteratura contemporanea, ma anche per chi riconosce nelle terre alte un linguaggio capace di parlare ben oltre i confini geografici.