Pordenonelegge riparte da sei persone: finito il festival, la città torna al ritmo di ogni giorno
Conclusa l’edizione 2026 con Mattarella al Teatro Verdi, la Fondazione si ferma il 24 e 25 settembre prima dei prossimi impegni autunnali.
Le bandierine vengono tolte, le strutture temporanee lasciano le piazze e Pordenone si rimette gradualmente nel suo assetto abituale. Ma per Pordenonelegge la fine del festival non coincide con una vera conclusione: dietro la manifestazione continua a muoversi una squadra stabile di sei professionisti che lavora durante tutto l’anno.
È uno degli aspetti meno visibili di un evento che per alcuni giorni trasforma il centro cittadino e richiama autori, lettori e operatori culturali. Terminata la 27ma edizione, segnata anche dalla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Teatro Verdi, la Fondazione Pordenonelegge.it ha annunciato una breve chiusura degli uffici nelle giornate di giovedì 24 e venerdì 25 settembre.
La struttura che regge il festival tutto l’anno
Il gruppo di lavoro della Fondazione è formato dalla direttrice Michela Zin insieme a Paola Schiffo, Debora Dal Bo, Monica Bonacotta, Gabriele Pieroni e Francesca Dotta. A loro fa capo l’organizzazione di un calendario ampio e diffuso, che richiede gestione amministrativa, contatti con gli autori, pianificazione degli spazi e coordinamento operativo.
Finita un’edizione, il lavoro non si interrompe. Si passa invece al bilancio dell’appuntamento appena concluso, alla preparazione dei passaggi successivi e all’impostazione del programma futuro. La struttura, pur contenuta nei numeri, funziona come un laboratorio permanente capace di rimodulare compiti e priorità in base alle necessità.
Un’edizione che ha portato il Quirinale a Pordenone
L’appuntamento del 2026 ha avuto un peso particolare anche per l’arrivo del Capo dello Stato alla cerimonia finale ospitata dal Teatro Verdi. La visita di Sergio Mattarella ha richiesto un impegno organizzativo ulteriore, soprattutto sul piano logistico e della sicurezza, inserendosi dentro una macchina già molto articolata.
Per la Fondazione, la presenza del Presidente della Repubblica ha rappresentato un passaggio di forte valore simbolico e istituzionale. Nei giorni scorsi Mattarella ha definito Pordenonelegge un patrimonio prezioso da custodire, riconoscimento che ha dato ulteriore rilievo alla chiusura del festival.
Smontaggi in corso e pausa breve negli uffici
In queste ore la città sta accompagnando il ritorno alla normalità con il disallestimento degli spazi utilizzati durante la manifestazione. Vengono rimossi gli elementi che hanno segnato visivamente i giorni del festival, dalle tensostrutture agli altri allestimenti distribuiti nel tessuto urbano.
Parallelamente, la Fondazione ha previsto due giorni di stop per il personale dopo l’intenso lavoro delle ultime settimane. Gli uffici resteranno chiusi il 24 e 25 settembre, una pausa limitata che precede la ripresa delle attività legate ai prossimi appuntamenti autunnali.
Il valore locale di una macchina culturale snella
Nel bilancio della Fondazione, il presidente Michelangelo Agrusti ha richiamato il legame tra cultura, territorio e sistema produttivo, indicando proprio nelle competenze costruite in città uno dei punti di forza del progetto. Il festival, in questa lettura, non è soltanto una rassegna letteraria di richiamo nazionale, ma anche un esempio di organizzazione radicata localmente.
Il dato che resta, a manifestazione chiusa, è quello di una squadra ridotta ma chiamata a seguire per dodici mesi un evento complesso, con centinaia di appuntamenti e una rete ampia di interlocutori. Per Pordenone, che ogni settembre si riconosce in questo appuntamento, è anche il segno di un lavoro quotidiano spesso lontano dai riflettori ma decisivo per tenere in piedi uno dei suoi marchi culturali più riconoscibili.