Porcia, 463 posti a rischio in Electrolux: Pordenone si prepara al confronto decisivo di ottobre

Prima del tavolo al ministero, Regione, sindacati e Rsu fanno il punto in città. Al centro il futuro dello stabilimento e dell’intera filiera del bianco.

23 settembre 2026 19:10
Porcia, 463 posti a rischio in Electrolux: Pordenone si prepara al confronto decisivo di ottobre -
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Per Pordenone il nodo non riguarda solo una fabbrica, ma un pezzo importante della propria economia industriale. La situazione di Electrolux a Porcia entra ora in una fase delicata: il 5 ottobre 2026 il caso approderà al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove si discuterà del futuro del sito e del piano annunciato dal gruppo.

Il dato che pesa di più sul territorio resta quello degli esuberi previsti nello stabilimento porciarese: 463. Un numero che si inserisce in una riduzione complessiva di 1.450 posizioni su scala nazionale e che, per il Pordenonese, significa interrogarsi non solo sull'occupazione diretta, ma anche sulle ricadute per aziende fornitrici, servizi e indotto.

In vista dell'appuntamento romano, a Pordenone si è tenuto un confronto tra gli assessori regionali Alessia Rosolen e Sergio Emidio Bini, le sigle sindacali dei metalmeccanici, le strutture territoriali e regionali, le Rsu di stabilimento di Cgil, Cisl, Uil e Usb. Al tavolo anche Confindustria Alto Adriatico.

Il passaggio politico che riguarda da vicino il territorio

L'incontro in città è servito a definire la posizione con cui presentarsi al ministero. La linea della Regione è chiara: dal confronto con l'azienda dovranno emergere prospettive industriali considerate solide e verificabili, tali da dare una risposta al destino produttivo di Porcia.

Per il territorio pordenonese il tema è particolarmente sensibile. Lo stabilimento non rappresenta soltanto un grande datore di lavoro, ma uno dei riferimenti storici del manifatturiero locale. Per questo il tavolo del 5 ottobre viene letto come un passaggio decisivo anche sul piano più ampio della tenuta industriale dell'area.

Non solo stabilimento: i numeri della filiera regionale

Durante il confronto sono stati richiamati anche i dati elaborati dal centro studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine sul comparto del bianco in Friuli Venezia Giulia. Il sistema regionale conta 1.245 imprese coinvolte, in forme diverse, nella catena del valore degli elettrodomestici.

Gli occupati complessivi sono 12.555. La componente più ampia riguarda la lavorazione meccanica dei metalli, mentre la produzione di elettrodomestici in senso stretto interessa 25 aziende e 2.448 addetti. Numeri che aiutano a capire perché il dossier Electrolux superi i confini del solo sito di Porcia.

La discussione, infatti, non si limita alla gestione dell'emergenza occupazionale immediata. Sul tavolo c'è anche la necessità di difendere competenze, produzione e rete di imprese collegate a un comparto che continua ad avere un peso rilevante per il Friuli occidentale.

Le risorse regionali e l'incognita sulla proprietà

La Regione ha ricordato di aver previsto 8 milioni di euro nell'ultima manovra di assestamento per uno strumento rivolto proprio alla filiera del bianco. Il bando, nelle prossime settimane, dovrà essere portato all'esame della Giunta. L'obiettivo indicato è accompagnare innovazione e consolidamento delle imprese del settore.

Nel confronto resta però aperto anche il tema della possibile cessione dei siti italiani a Midea, ipotesi che continua a incidere sul clima della vertenza. Per sindacati e istituzioni, il passaggio al ministero dovrà quindi chiarire non soltanto l'entità del ridimensionamento, ma anche quale strategia industriale si intenda mettere in campo per Porcia e per l'intera filiera collegata.

Da qui al 5 ottobre l'attenzione in provincia resterà alta. A Pordenone la partita viene seguita come una questione centrale per il lavoro e per l'identità produttiva del territorio, in attesa che dal tavolo romano arrivino indicazioni concrete sul futuro dello stabilimento.

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