Pordenone, 21 ordini di allontanamento in un anno per accattonaggio molesto
Nel centro cittadino proseguono le verifiche della Polizia locale nei giorni più affollati. Dal Comune l’invito a segnalare i casi più critici.
Nel cuore di Pordenone il contrasto all’accattonaggio molesto resta uno dei fronti aperti per la Polizia locale, soprattutto nelle giornate in cui il centro richiama più persone tra mercato, manifestazioni e ricorrenze. Il dato più significativo riguarda l’ultimo anno: sono stati adottati 21 ordini di allontanamento e sono state elevate 59 sanzioni legate a violazioni del Regolamento di Polizia urbana.
L’ultimo controllo risale a oggi, 10 ottobre 2026, quando gli agenti hanno identificato alcune persone che chiedevano denaro nelle aree centrali della città. A contribuire all’individuazione delle situazioni segnalate sono stati anche i cittadini e gli steward urbani presenti sul territorio.
Le zone più esposte nei giorni di maggiore passaggio
Il fenomeno, secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, emerge con maggiore evidenza quando aumenta la presenza di residenti e visitatori. I punti più delicati risultano essere gli accessi ai supermercati e le strade del commercio, dove le richieste insistenti possono creare disagio a chi transita.
Per il Comune non si tratta solo di un tema legato alle singole condotte, ma anche alla qualità della vita negli spazi pubblici. Nelle aree più frequentate del centro, spiegano da Palazzo, episodi ripetuti possono incidere sulla percezione di sicurezza e sul decoro urbano.
Come funzionano verifiche e provvedimenti
L’attività non viene descritta come straordinaria, ma come un monitoraggio costante. La Polizia locale procede periodicamente con identificazioni e controlli mirati, mentre le sanzioni e gli allontanamenti vengono applicati nei casi previsti dalla normativa, quando i comportamenti assumono caratteri di particolare insistenza o pericolosità.
Gli steward urbani, in questo schema, hanno un ruolo di osservazione e supporto nelle segnalazioni. L’eventuale adozione di provvedimenti resta invece competenza degli agenti e delle forze dell’ordine.
L’appello del Comune e i servizi già presenti in città
L’assessore alla Sicurezza e alla Polizia locale Elena Ceolin ha invitato i cittadini a non rispondere con l’elemosina, ma a orientare l’aiuto verso i servizi e le realtà associative che operano sul territorio. L’indicazione è quella di favorire percorsi strutturati per chi si trova davvero in condizioni di fragilità sociale o sanitaria.
Secondo l’assessore, a Pordenone esiste già una rete in grado di offrire accoglienza, un pasto e servizi essenziali. Per questo la collaborazione della comunità, anche attraverso segnalazioni puntuali nelle giornate più affollate, viene considerata utile per rendere più rapidi gli interventi e distinguere i casi di bisogno reale dalle situazioni che sfociano in comportamenti molesti.
Anche il sindaco Alessandro Basso ha confermato l’intenzione dell’amministrazione di mantenere alta l’attenzione sul centro cittadino. I controlli andranno avanti con regolarità, in particolare nei momenti in cui le vie e le piazze di Pordenone registrano una maggiore presenza di persone, con l’obiettivo di tutelare vivibilità e serenità negli spazi pubblici.