Pordenone apre il percorso del Fake News Festival: il 19 settembre al Verdi arriva Turi Munthe
L’anteprima nazionale del saggio di Turi Munthe entra nel programma di pordenonelegge. Poi il festival dedicato alla disinformazione si sposterà a Udine a novembre.
Il primo passaggio friulano del Fake News Festival 2026 parlerà anche pordenonese. Prima delle giornate centrali previste a Udine in novembre, la manifestazione sceglie infatti il Teatro Verdi di Pordenone per un’anteprima che si inserisce nel calendario di pordenonelegge.
L’appuntamento è fissato per sabato 19 settembre alle 19, nel Ridotto del Verdi, con Turi Munthe, giornalista, analista e imprenditore nel settore dei media. A Pordenone presenterà in anteprima nazionale il suo libro “Perché pensiamo quello che pensiamo. Anatomia delle opinioni”.
Per il capoluogo del Noncello si tratta di un tassello significativo: l’incontro nasce infatti dalla nuova collaborazione tra il Fake News Festival e pordenonelegge, due realtà che si muovono su un terreno comune fatto di lettura critica della realtà, confronto pubblico e attenzione alla qualità dell’informazione.
Un incontro a Pordenone dentro pordenonelegge
L’evento settembrino entrerà nel cartellone della 27ª edizione di pordenonelegge, in programma dal 16 al 20 settembre. Il dialogo vedrà Munthe confrontarsi con Gabriele Franco, curatore del Fake News Festival, su un tema centrale per il nostro tempo: da dove nascono le opinioni e quali fattori, tra biologia, emozioni, ambiente e storia, contribuiscono a costruirle.
Nel confronto troverà spazio anche il tema del dissenso, indicato come possibile risposta ai meccanismi di irrigidimento e contrapposizione che caratterizzano il dibattito pubblico. Un taglio che si inserisce con coerenza sia nella vocazione del festival sia nella tradizione di approfondimento culturale che pordenonelegge porta ogni anno in città.
Chi è l’ospite atteso al Ridotto del Verdi
Turi Munthe collabora con testate internazionali come The Economist, The Guardian e Times Literary Supplement. Nel suo percorso professionale figura anche la fondazione di Demotix, agenzia di fotogiornalismo, e di Parlia, presentata come un’enciclopedia delle opinioni.
La sua presenza a Pordenone aggiunge un profilo internazionale a un’anteprima che punta a mettere al centro i meccanismi con cui si formano convinzioni, giudizi e narrazioni pubbliche. Un tema che tocca da vicino il lavoro dell’informazione, ma anche la vita quotidiana di chi si orienta tra social, media e dibattito politico.
La tappa di novembre resterà a Udine
Dopo l’anteprima pordenonese, il programma proseguirà con la quinta edizione del Fake News Festival, prevista a Udine dal 12 al 15 novembre 2026. Anche quest’anno la formula annunciata è quella di incontri, laboratori e appuntamenti gratuiti rivolti a fasce di pubblico differenti, con giornalisti, divulgatori ed esperti chiamati a leggere l’attualità attraverso gli strumenti del pensiero critico.
Il cartellone completo non è ancora stato presentato, ma gli organizzatori hanno già anticipato che a novembre sarà coinvolto anche un protagonista legato a pordenonelegge. Il nome sarà comunicato nelle prossime settimane, insieme al resto del programma della nuova edizione.
Un asse culturale tra Pordenone e Udine
Dalla Fondazione Pordenonelegge.it l’intesa viene letta come un passaggio culturale e civile: libertà di pensiero e ricerca della verità richiedono la capacità di affrontare la complessità senza scorciatoie. In questa chiave, portare a Pordenone l’anteprima nazionale del libro di Munthe e proseguire poi il percorso a Udine significa rafforzare in regione uno spazio condiviso di discussione democratica.
Anche per Gabriele Franco la collaborazione rappresenta un momento importante nel cammino del festival, perché mette in relazione il progetto con una manifestazione di rilievo nazionale come pordenonelegge. L’idea, spiegano gli organizzatori, non si fermerà al solo incontro di settembre ma continuerà nei mesi successivi.
Il profilo del festival
Ideato e curato da Prisma APS, il Fake News Festival si presenta come il primo festival italiano interamente dedicato alla disinformazione e al pensiero critico. Negli anni ha ampliato i propri contenuti, costruendo attività per studenti, adulti e scuole tra incontri pubblici, laboratori, spettacoli e momenti formativi.
L’ultima edizione si era chiusa dopo quattro giornate con oltre settanta ospiti e migliaia di presenze. Accanto alla manifestazione continuano anche i progetti editoriali collegati, come la newsletter “Pane, bufale e marmellata” e il podcast “Frottole”, mentre i temi trattati si sono allargati dal giornalismo all’intelligenza artificiale, dalla salute alla sostenibilità, fino ai social network e al linguaggio di genere.
Per Pordenone, intanto, la data da segnare è quella del 19 settembre: sarà il momento in cui il dialogo su opinioni, verità e disinformazione entrerà nel vivo anche in città, aprendo un ponte culturale con Udine che accompagnerà l’autunno del festival.