Pordenone Fiere, a novembre torna Eureka: due giorni per collegare creatività e impresa

Il 5 e 6 novembre nei padiglioni cittadini sono attesi più di 100 espositori, oltre 400 incontri tra aziende e un calendario con più di 40 workshop.

A cura di Web Team Web Team
29 ottobre 2026 14:09
Pordenone Fiere, a novembre torna Eureka: due giorni per collegare creatività e impresa -
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Per Pordenone e il suo sistema produttivo, l’appuntamento di inizio novembre ha un peso che va oltre il calendario fieristico. Eureka, la rassegna nazionale dedicata alle imprese culturali e creative, tornerà il 5 e 6 novembre a Pordenone Fiere con una formula costruita per mettere in contatto mondi che spesso viaggiano separati: creatività, manifattura, industria e servizi.

La terza edizione è stata presentata in Fiera come uno degli eventi che accompagnano il percorso del territorio verso il 2027, anno in cui Pordenone sarà Capitale italiana della Cultura. Accanto al vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura Mario Anzil erano presenti, tra gli altri, il presidente di Pordenone Fiere Renato Pujatti, il sindaco Alessandro Basso, il vicepresidente della Camera di commercio Pordenone-Udine Michelangelo Agrusti e la consigliera della Fondazione Friuli Paola Martini.

Eureka riunirà a Pordenone oltre 100 espositori e 400 incontri B2B
Eureka riunirà a Pordenone oltre 100 espositori e 400 incontri B2B

Che cosa porterà l’edizione 2025 in Fiera

Nei padiglioni pordenonesi arriveranno più di 100 espositori da sei regioni italiane. Il programma prevede inoltre oltre 40 workshop distribuiti in tre aree tematiche, con un taglio orientato sia alla formazione sia al confronto tra operatori.

Uno dei dati più rilevanti riguarda gli incontri professionali: sono annunciati più di 400 appuntamenti B2B, pensati per favorire contatti concreti tra imprese culturali e creative e aziende dei comparti più tradizionali. L’obiettivo è aprire collaborazioni, scambi di competenze e nuove opportunità commerciali.

Perché l’evento interessa anche il tessuto economico locale

La manifestazione si inserisce in un contesto in cui il settore culturale e creativo ha ormai un peso economico misurabile. Secondo il rapporto “Io sono Cultura” della Fondazione Symbola, nel 2024 il comparto italiano ha prodotto circa 115 miliardi di euro di valore aggiunto e coinvolto più di 1,5 milioni di occupati.

Anche il Friuli Venezia Giulia conferma una presenza significativa: nel 2025 il sistema culturale e creativo regionale ha generato 2,193 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 5,2% dell’economia complessiva, con oltre 32mila addetti. Le oltre 5.200 realtà attive nel settore rappresentano il 5,3% delle imprese regionali, un’incidenza che colloca il Fvg ai primi posti in Italia.

Per una provincia come quella di Pordenone, dove la vocazione produttiva resta centrale, il senso di Eureka sta proprio in questo passaggio: mostrare come design, comunicazione, audiovisivo, servizi digitali e competenze creative possano dialogare con le filiere industriali e manifatturiere già radicate nel territorio.

Il legame con il percorso verso il 2027

Nel corso della presentazione, Mario Anzil ha sottolineato il valore strategico della manifestazione per una regione che punta a rafforzare il rapporto tra cultura, innovazione e sviluppo. L’investimento della Regione su Eureka viene letto anche come un tassello del cammino che accompagna Pordenone verso il ruolo di Capitale italiana della Cultura.

In questa prospettiva, la fiera non viene proposta solo come vetrina espositiva, ma come spazio dove costruire reti durature, attirare competenze e dare continuità a un percorso che dovrebbe lasciare effetti anche dopo il 2027. Per il territorio pordenonese, il banco di prova sarà proprio la capacità di trasformare questi due giorni in relazioni utili e occasioni stabili per le imprese.

Eureka riunirà a Pordenone oltre 100 espositori e 400 incontri B2B
Eureka riunirà a Pordenone oltre 100 espositori e 400 incontri B2B

Il ritorno di Eureka a Pordenone Fiere si annuncia quindi come un appuntamento che parla non soltanto al mondo della cultura, ma anche a quello delle aziende locali. Se gli incontri programmati produrranno collaborazioni reali, l’evento potrà diventare uno dei passaggi più concreti nel percorso con cui la città e la sua area vasta stanno preparando il 2027.

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