Pordenone rilancia la cultura della prevenzione dopo il premio al “modello Friuli”
A Tolmezzo il riconoscimento a Protezione civile, Vigili del fuoco e Alpini.La cerimonia di Tolmezzo richiama anche il percorso avviato in città verso il cinquantenario del sisma, con scuole, incontri pubblici e l’esercitazione Orcolat.
A Pordenone il riconoscimento assegnato a Tolmezzo al sistema di solidarietà nato dopo il terremoto del 1976 viene letto soprattutto come un richiamo concreto alla preparazione. La giornata in Carnia, infatti, si intreccia con il programma che il capoluogo sta dedicando alla memoria del sisma e alla formazione dei più giovani.
Alla cerimonia al Teatro comunale Luigi Candoni erano presenti anche il sindaco Alessandro Basso e l’assessore comunale alla Protezione civile Mattia Tirelli. Per l’amministrazione, il premio rappresenta un segnale che rafforza il lavoro già impostato in città sul tema della prevenzione.
Il Premio Sussidiarietà 2026, nella sua seconda edizione, ha messo al centro il modello di collaborazione costruito in Friuli nel dopo terremoto. Il riconoscimento è andato a Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Associazione Nazionale Alpini, all’interno delle iniziative per i cinquant’anni dal sisma.
Pordenone lega il ricordo alla formazione
Nel capoluogo questo passaggio si inserisce nel percorso “La Memoria che Protegge”, avviato dall’11 al 27 settembre. L’obiettivo scelto dal Comune è chiaro: non fermarsi alla commemorazione, ma trasformare quella esperienza storica in strumenti utili per la comunità di oggi.
Una parte rilevante del calendario riguarda infatti scuole e studenti. L’idea è accompagnare ragazze e ragazzi nella conoscenza dei comportamenti corretti da adottare in caso di emergenza, con attività che puntano a rendere più familiare la cultura della sicurezza.
Tra i momenti più significativi ci saranno le prove di evacuazione negli istituti scolastici, inserite nell’esercitazione sismica “Orcolat”, prevista a Pordenone dal 25 al 27 settembre. È su questo terreno che la memoria del 1976 viene tradotta in pratica quotidiana.
Gli appuntamenti cittadini già avviati
Accanto alle attività nelle scuole, sono partiti anche gli incontri pubblici promossi dai volontari della Protezione civile di Pordenone. Il primo appuntamento ha affrontato il tema della tutela del patrimonio culturale e artistico nelle emergenze.
Il calendario prosegue questa sera alle 20.30 in Sala Degan con un incontro dedicato alla gestione della disabilità in emergenza. Un passaggio che allarga il ragionamento alla capacità del sistema di protezione di rispondere ai bisogni delle persone più fragili.
La cerimonia di Tolmezzo e il significato del premio
La consegna del premio è avvenuta per mano del presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini. A riceverlo sono stati Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione Civile, Sebastiano Favero, presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, e Luigi Gudice, direttore dei Vigili del Fuoco del Friuli Venezia Giulia e dirigente generale del Corpo nazionale.
Alla mattinata hanno partecipato anche il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il presidente della Regione Massimiliano Fedriga. La presenza delle istituzioni nazionali e regionali ha dato ulteriore peso a un riconoscimento che richiama un’esperienza friulana diventata riferimento nel tempo.
Le parole dell’amministrazione comunale
Il sindaco Alessandro Basso ha collegato quanto emerso a Tolmezzo al lavoro svolto ogni giorno in città da volontari e personale impegnato nella protezione civile. Ha richiamato in particolare l’attività delle volontarie e dei volontari di Pordenone, del coordinatore Fabio Braccini, del dirigente Bonora e di chi opera a servizio della comunità.
Secondo Basso, gli apprezzamenti ascoltati durante la cerimonia rappresentano anche un motivo di orgoglio per il territorio pordenonese. Insieme all’assessore Tirelli ha ribadito la volontà di trasmettere alle nuove generazioni il senso della responsabilità, del volontariato e della prevenzione.
Tirelli ha sottolineato a sua volta l’attualità del modello nato dopo il sisma del 1976, indicando in preparazione, collaborazione e partecipazione i cardini del percorso scelto dalla città. Il traguardo indicato resta quello di trasformare il ricordo in conoscenza condivisa e la conoscenza in comportamenti concreti utili nelle emergenze.
Il programma cittadino proseguirà fino all’esercitazione “Orcolat”, ultimo appuntamento già fissato nel calendario, che porterà a Pordenone prove operative e verifiche di evacuazione nelle scuole. È lì che il messaggio emerso a Tolmezzo troverà la sua applicazione più diretta sul territorio.