Pordenone perde Lucio Montico, voce e riferimento del coro ANA Montecavallo
Aveva 77 anni. Era appena rientrato dall’Adunata di Genova con le Penne nere pordenonesi: il decesso nella notte nella sua casa di Borgomeduna.
Per Borgomeduna e per il mondo alpino cittadino è una di quelle notizie che si diffondono in fretta e lasciano un vuoto immediato. È morto nella notte tra lunedì 11 e martedì 12 maggio Lucio Montico, 77 anni, figura molto conosciuta a Pordenone per il suo impegno nel coro ANA Montecavallo e nella vita associativa del quartiere.
Montico era tornato da poche ore da Genova, dove nel fine settimana aveva preso parte alla 97esima Adunata nazionale degli Alpini insieme al gruppo pordenonese. Dopo il rientro a casa aveva trascorso la serata con i familiari. Il decesso è arrivato durante il sonno, in seguito a un malore improvviso.
Un nome noto tra gli alpini pordenonesi
Per oltre un decennio aveva avuto la responsabilità di presidente del coro ANA Montecavallo, una delle realtà più rappresentative della sezione di Pordenone. Nel gruppo era subentrato ad Albano Testa, assumendo nel tempo un ruolo che andava oltre l’incarico formale.
Chi frequentava il coro lo conosceva come un punto di raccordo costante: organizzazione, presenza agli appuntamenti, rapporti con il territorio, attenzione alle attività del gruppo. Il suo contributo era legato alla tradizione del canto alpino, ma anche a una partecipazione concreta e continua alla vita associativa.
La sua scomparsa arriva proprio nei giorni in cui la formazione avrebbe dovuto riprendere l’attività dopo l’Adunata. Per il Montecavallo si apre ora una fase inevitabilmente segnata dall’assenza di una delle persone più riconoscibili e presenti.
Il legame con Borgomeduna e il lavoro
Accanto all’esperienza nelle Penne nere, Montico era conosciuto anche per il suo percorso professionale. Era amministratore della Cida, azienda di prodotti chimici con sede a Zoppola, e faceva parte di una famiglia inserita da tempo nel tessuto imprenditoriale locale.
Ma il suo nome, a Pordenone, era legato anche alla quotidianità del quartiere. A Borgomeduna era una presenza familiare in diversi ambiti della comunità, dalla parrocchia alle iniziative associative, con uno stile diretto e una disponibilità che molti ricordano oggi con particolare affetto.
Il rientro dall’Adunata e il dolore della comunità
La partecipazione alla trasferta di Genova aveva confermato ancora una volta il rapporto stretto che Montico manteneva con il mondo alpino. Anche negli ultimi giorni aveva preso parte a uno degli appuntamenti più sentiti dall’associazione, condividendo il fine settimana con le Penne nere pordenonesi.
La notizia della sua morte ha colpito non solo i coristi e gli alpini, ma anche amici, conoscenti e quanti lo avevano incrociato nelle attività sociali e cittadine. Il ricordo che emerge è quello di una persona energica, capace di stare con gli altri e di affrontare gli impegni con partecipazione sincera.
Lucio Montico lascia la moglie Franca, la figlia Cristina e i familiari. Nei prossimi giorni è atteso l’ultimo saluto, al quale prenderanno parte in molti. Per Pordenone resta il segno di una presenza attiva, vissuta con senso di appartenenza e continuità.