Da Pordenone a Genova, il corteo degli Alpini porta in sfilata memoria e identità del territorio
Alla grande Adunata nazionale anche la rappresentanza istituzionale della città con il sindaco Alessandro Basso e l’assessora Elena Ceolin.
Nel fine settimana dell’Adunata nazionale, anche Pordenone ha avuto il suo spazio a Genova. In mezzo alle migliaia di penne nere arrivate da tutta Italia, hanno preso parte alla sfilata pure i gruppi del capoluogo e di diversi centri della provincia, accompagnati dal sindaco Alessandro Basso e dall’assessora Elena Ceolin.
Per la città si è trattato di una presenza dal valore soprattutto simbolico: stare accanto agli alpini del territorio in uno degli appuntamenti più sentiti del calendario associativo nazionale, dove memoria, appartenenza e legame con le comunità locali si intrecciano in modo evidente.
La provincia presente all’Adunata
Nel corteo genovese, Basso ha marciato insieme agli alpini pordenonesi e ha voluto portare un saluto anche agli altri gruppi arrivati dalla Destra Tagliamento. Tra quelli richiamati dal sindaco ci sono anche Casarsa e Spilimbergo, a testimonianza di una partecipazione diffusa che ha coinvolto più realtà della provincia.
L’Adunata, del resto, resta uno dei momenti in cui i territori si riconoscono e si mostrano all’esterno attraverso le proprie sezioni e i propri gruppi. Per Pordenone, la presenza a Genova ha significato anche questo: far vedere una comunità coesa, capace di ritrovarsi attorno a una tradizione che conserva ancora un forte radicamento.
Il ricordo personale del sindaco
Nel raccontare la giornata, il primo cittadino ha parlato di un’esperienza particolarmente intensa, legandola alla storia della sua famiglia. Un passaggio che ha dato alla partecipazione un tono non soltanto istituzionale, ma anche personale.
Basso ha ricordato il nonno, che fu prigioniero sul fronte greco-albanese, e due zii: Mario, ancora oggi alpino, e un altro Mario che in passato aveva partecipato alle adunate con il gruppo di Spilimbergo. Un filo familiare che, nelle sue parole, si è intrecciato con l’emozione della sfilata.
Un messaggio che guarda anche alla città
Accanto al valore della memoria, il sindaco ha richiamato anche il senso di appartenenza maturato durante la manifestazione, collegandolo al rapporto con Pordenone e con il suo territorio. In questo quadro è stato evocato pure il percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, letto come espressione di uno spirito comunitario condiviso.
La partecipazione della delegazione comunale si inserisce così in una linea di vicinanza a un mondo, quello alpino, che continua a rappresentare per molte comunità un punto di riferimento sul piano civile e storico. Non solo celebrazione, dunque, ma anche riconoscimento di valori che restano presenti nella vita pubblica locale.
Da Genova, per Pordenone, resta l’immagine di una presenza compatta e riconoscibile: quella delle penne nere della città e della provincia, accompagnate dalle istituzioni in un appuntamento che ogni anno rinnova un patrimonio di memoria collettiva e partecipazione.