Pordenone torna al centro dello slalom mondiale: Molmenti guida l’Italia che riprende la Coppa

Sedici anni dopo l’ultimo successo azzurro firmato dal campione pordenonese, il trofeo mondiale del K1 rientra in Italia con Ferrazzi e De Gennaro.

12 settembre 2026 22:46
Pordenone torna al centro dello slalom mondiale: Molmenti guida l’Italia che riprende la Coppa -
Condividi

C’è anche una forte impronta pordenonese dietro il risultato che riporta l’Italia davanti a tutti nella Coppa del Mondo di canoa slalom. A chiudere la stagione 2026 al vertice del K1 maschile è stato Xabier Ferrazzi, con Giovanni De Gennaro alle sue spalle: un uno-due mai riuscito prima agli azzurri nella classifica finale del circuito.

Per Diario di Pordenone il dato più significativo riguarda il filo che lega questo traguardo al nostro territorio. L’ultimo italiano capace di conquistare il trofeo era stato Daniele Molmenti nel 2010; oggi lo stesso Molmenti, pordenonese, occupa il ruolo di direttore sportivo della Federazione Italiana Canoa Kayak e accompagna da vicino la crescita della Nazionale.

Il verdetto arrivato in Spagna

L’ultima tappa si è disputata a La Seu d’Urgell. Ferrazzi ha chiuso al secondo posto, mentre De Gennaro ha terminato terzo: piazzamenti sufficienti per definire anche la graduatoria conclusiva del 2026, con 302 punti per Ferrazzi e 282 per De Gennaro.

Il valore del risultato non sta soltanto nel successo individuale. Per la prima volta, infatti, due italiani occupano contemporaneamente le prime due posizioni del ranking finale della massima competizione internazionale dello slalom nel K1 maschile.

Il passaggio di testimone con Pordenone sullo sfondo

In questa storia Pordenone non resta sullo sfondo. Il ritorno della Coppa in Italia dopo sedici anni richiama direttamente la figura di Molmenti, che oltre ad aver vinto quel trofeo nel 2010 resta uno dei nomi più importanti della canoa azzurra.

La sua carriera sportiva parla da sola: oro olimpico a Londra 2012, titolo mondiale, affermazioni europee e la Coppa del Mondo conquistata da atleta. Oggi quel patrimonio di esperienza si traduce in un lavoro di regia tecnica e organizzativa al servizio dell’intero movimento.

Il lavoro costruito attorno alla Nazionale

Negli ultimi anni Molmenti ha seguito da vicino anche il percorso di Giovanni De Gennaro, arrivato fino all’oro olimpico di Parigi 2024. In quello stesso ciclo la squadra italiana si era presentata ai Giochi con atleti qualificati in tutte le specialità dello slalom, segnale di una crescita ampia e non limitata ai singoli talenti.

Accanto al titolo olimpico sono arrivati anche un argento e un bronzo mondiale con De Gennaro, in un cammino che ha consolidato la presenza italiana tra le nazioni più competitive. Nel ruolo federale, il dirigente pordenonese coordina oggi il lavoro tra tecnici della Nazionale e allenatori dei Gruppi Sportivi, con l’obiettivo di dare continuità ai risultati.

Il responso di La Seu d’Urgell conferma proprio questo aspetto: non un exploit isolato, ma la tenuta di un sistema capace di trasformare i piazzamenti di tappa in un successo complessivo sul lungo periodo.

Le parole di Molmenti

«Vincere da atleta è qualcosa che ti rimane dentro per sempre, ma vedere oggi due ragazzi italiani ai primi due posti della Coppa del Mondo ha un valore diverso e forse ancora più grande – commenta Daniele Molmenti –. Il nostro obiettivo è costruire un sistema nel quale atleti, tecnici federali e Gruppi Sportivi possano lavorare insieme, mettendo a disposizione le migliori competenze. Questi risultati non appartengono a una singola persona: sono il risultato del lavoro degli atleti, dei loro tecnici e di tutta la struttura che lavora quotidianamente per la Nazionale».

Per Pordenone è una notizia che pesa oltre il semplice richiamo biografico. Il nome di Molmenti torna infatti al centro di un successo internazionale che rimette l’Italia in cima allo slalom mondiale e rinnova il legame del territorio con uno sport di altissimo livello.

La stagione si chiude così con un dato storico: Ferrazzi primo, De Gennaro secondo e la Coppa che torna in Italia. Dentro questo traguardo c’è anche la firma, oggi da dirigente, di uno dei campioni più rappresentativi espressi da Pordenone.

Segui Diario di Pordenone