Pordenonelegge guarda al 2027 e apre un nuovo spazio civile: in arrivo l’Arena della Libertà

La Festa del Libro tornerà dal 16 al 20 settembre con un’area dedicata agli autori colpiti da censura, repressione o esilio. Presentazione il 7 luglio a Milano.

16 maggio 2026 23:25
Pordenonelegge guarda al 2027 e apre un nuovo spazio civile: in arrivo l’Arena della Libertà -
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Pordenonelegge prepara la sua prossima edizione mettendo al centro un tema che parla direttamente alla città: il legame fra libri, democrazia e libertà di espressione. Dal 16 al 20 settembre, nel calendario che accompagna Pordenone verso l’anno da Capitale italiana della Cultura, il festival introdurrà infatti una novità destinata a segnare il programma 2026.

Si chiamerà Arena della Libertà e sarà uno dei nuovi luoghi simbolici della manifestazione. L’idea annunciata dalla Fondazione Pordenonelegge.it è quella di dedicare uno spazio specifico a scrittrici e scrittori dissidenti, perseguitati o costretti a lasciare il proprio Paese, portando nel cuore della città voci che arrivano da contesti in cui il diritto di parola è sotto pressione.

L’anticipazione è arrivata al Salone internazionale del Libro di Torino, nello spazio del Friuli Venezia Giulia, dove sono state tracciate alcune linee della 27ª edizione. Il programma completo sarà illustrato a Milano martedì 7 luglio, in un appuntamento che porterà il festival fuori regione per la presentazione ufficiale.

Un’edizione di passaggio verso Pordenone Capitale della Cultura

Il presidente della Fondazione Pordenonelegge.it, Michelangelo Agrusti, ha definito quella del 2026 un’edizione dal valore particolare, perché inserita nel percorso che condurrà la città al 2027. L’obiettivo dichiarato è fare del festival una tappa forte di avvicinamento all’anno in cui Pordenone avrà il titolo di Capitale italiana della Cultura.

Nel gruppo presente a Torino c’erano anche il direttore artistico Gian Mario Villalta, i curatori Alberto Garlini e Valentina Gasparet e la direttrice della Fondazione Michela Zin. Il messaggio emerso è chiaro: il festival vuole rafforzare il proprio profilo civile e internazionale, mantenendo insieme il radicamento cittadino e la capacità di dialogare con reti culturali più ampie.

Agrusti ha richiamato il ruolo dei libri come strumento di libertà in una fase storica segnata da tensioni e conflitti. In questa cornice si inserisce la scelta di costruire l’apertura del festival attorno all’accoglienza di autrici e autori colpiti da repressioni politiche o ideologiche.

Il nuovo spazio nel centro storico

L’Arena della Libertà troverà posto nel centro storico di Pordenone e punta a diventare uno degli elementi più riconoscibili dell’edizione 2026. Non si tratta solo di un’aggiunta logistica al cartellone, ma di una precisa scelta culturale: dare evidenza pubblica a chi scrive in condizioni di censura, minaccia o allontanamento forzato.

Secondo quanto spiegato dalla Fondazione, questa nuova sezione si inserisce in un lavoro che da tempo guarda all’attualità attraverso la letteratura. Il festival, nelle parole del suo presidente, intende continuare a leggere il presente restando vicino ai nodi della storia contemporanea.

Il tema sarà al centro anche di un altro appuntamento nazionale. Agrusti parteciperà infatti al panel “Libri e democrazia” previsto il 20 maggio al Festival dell’Economia di Trento, insieme a Paola Severino, Stefano Biolchini, Galileo Lorenzo Sciarretta e al presidente della Regione Massimiliano Fedriga.

Resta l’Arena Europa, con attenzione alla poesia dell’Est

Accanto alla novità del 2026, Pordenonelegge conferma anche l’Arena Europa, avviata lo scorso anno sulle rive del Noncello. Il festival proseguirà così un percorso dedicato alle relazioni culturali europee, con un’attenzione speciale alla poesia contemporanea nei Paesi che un tempo stavano oltre la cortina di ferro.

Gian Mario Villalta ha ribadito che la poesia resta un asse storico della manifestazione e uno strumento privilegiato per riallacciare legami culturali. In questo lavoro rientrano i rapporti con gli Istituti italiani di cultura in Europa e con gli editori, sia nazionali sia del territorio, impegnati nella traduzione di autori provenienti da quell’area.

Fra i riferimenti richiamati a Torino c’è anche il progetto “Europa della Poesia”, considerato un punto importante del dossier di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. Al Salone del Libro se n’è parlato durante un incontro dedicato ai versi dalla Croazia, ulteriore tassello di una strategia che lega il festival alla dimensione europea.

La rete nazionale e il rapporto con i lettori

La presenza al Salone di Torino si inserisce in un percorso di relazioni che in questi giorni ha toccato anche altre città. Tra gli appuntamenti ricordati c’è quello promosso a Lecce da Conversazioni sul futuro, con un confronto affidato a Michela Zin sulle connessioni fra festival, biblioteche, archivi e comunità.

La direttrice della Fondazione ha sottolineato il valore dei luoghi in cui la lettura diventa occasione di incontro e di costruzione di legami. È in questa dimensione, ha osservato, che si misura anche la capacità di un festival di fare rete a livello regionale e nazionale.

Per Pordenone il passaggio non è secondario: il pubblico di Pordenonelegge, ha ricordato Zin, continua a mostrare un rapporto concreto con i libri, acquistandoli e leggendoli per approfondire i temi affrontati negli incontri. Un segnale che rafforza il ruolo del festival non solo come vetrina culturale, ma come parte viva dell’identità cittadina.

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