Rauscedo, domenica finale per Le Radici del Vino tra camminata nei vigneti e musica dal vivo

A San Giorgio della Richinvelda l’11 ottobre si chiude la rassegna con percorsi da 7 e 13 chilometri, mercato, incontri, spettacoli e aperitivo conclusivo.

10 ottobre 2026 09:45
Rauscedo, domenica finale per Le Radici del Vino tra camminata nei vigneti e musica dal vivo -
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Rauscedo si prepara a vivere la giornata più partecipata di Le Radici del Vino, appuntamento che richiama il pubblico nel cuore di uno dei territori simbolo della viticoltura della provincia di Pordenone. Domenica 11 ottobre la manifestazione arriva al traguardo della sua nona edizione con un programma fitto, distribuito per tutto il paese.

Il centro di San Giorgio della Richinvelda ospiterà per l’intera giornata iniziative pensate per pubblici diversi: chi cerca una passeggiata tra le vigne, chi vuole soffermarsi tra prodotti tipici e artigianato, chi preferisce incontri culturali, laboratori o momenti di spettacolo.

Il gran finale si concentrerà infatti in poche ore ma con molte tappe, dal mattino fino alla chiusura serale all’Arena del Gusto, dove è previsto l’aperitivo musicale che saluterà l’edizione 2026.

La mattina tra marcia, mercato e appuntamenti in paese

Uno dei momenti più attesi è l’ottava Marcia Le Radici del Vino, proposta in forma non competitiva e a passo libero. Le iscrizioni apriranno alle 8, mentre la partenza è fissata tra le 8.30 e le 9.30. I partecipanti potranno scegliere tra due itinerari, da 7 o 13 chilometri, disegnati tra vigneti e cantine.

Dalle 9 prenderà avvio anche la mostra mercato in Piazza dei Sapori, con spazio ai prodotti gastronomici, all’artigianato artistico e ai mestieri della tradizione. Nello stesso arco di tempo continueranno pure i viaggi del trenino turistico “Alla scoperta della barbatella”, diretto al VCR Research Center, insieme alle altre aree della manifestazione, dalla Fiera alle sale multimediali.

Per le famiglie, alle 10.30 nello Spazio Bimbi esterno è in programma lo spettacolo di Fabio Scaramucci, “Gambe in spalla! Storie di bambini furbi, streghe golose e orchi affamati”.

La parte culturale entrerà nel vivo alle 11 con l’incontro di Angelo Floramo, intitolato “Il vino in Friuli Venezia Giulia dal Medioevo alle Osterie”, ospitato nello Spazio Incontri Verde. A mezzogiorno saranno invece le note itineranti della Unbrassed Band ad accompagnare il pubblico lungo le vie del paese.

Pomeriggio con laboratori, teatro e masterclass

Dopo la pausa centrale della giornata, il programma ripartirà alle 16 con un laboratorio artistico curato da Mauro Fornasier nello Spazio Bimbi interno, altra proposta rivolta ai più piccoli e alle famiglie presenti a Rauscedo.

Le Radici del Vino chiude a Rauscedo con marcia da 7 e 13 km e aperitivo finale

Mezz’ora più tardi, alle 16.30, i Laboratori del Gusto proporranno la masterclass “Vernaccia di San Gimignano: 60 anni di un grande bianco della Toscana”, inserendo un approfondimento enologico all’interno del calendario conclusivo.

Alle 17 toccherà a I Papu salire sul palco dello Spazio Incontri Verde con “De Bes Top Off”, mentre alle 18 lo Spazio Bimbi esterno accoglierà la Compagnia l’Aprisogni con il teatro dei burattini “Arlecchino Cavadenti, ovvero: la pozione prodigiosa”.

La chiusura della rassegna a Rauscedo

L’ultimo brindisi è previsto alle 18.30 all’Arena del Gusto, dove i Bossa Loca accompagneranno l’aperitivo finale. Sarà il momento conclusivo di una manifestazione che negli anni ha consolidato il legame tra promozione del vino, vita del paese e richiamo turistico nel Pordenonese.

L’evento è promosso dal Comune di San Giorgio della Richinvelda e dall’Associazione Le Radici del Vino, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Tra i principali sostenitori figurano anche realtà legate al territorio come VCR Vivai Cooperativi Rauscedo e Cantina Rauscedo, insieme a partner e sponsor del comparto agricolo, fieristico e associativo.

Per Rauscedo, dove la cultura della barbatella resta un segno identitario forte, la giornata conclusiva rappresenta anche una vetrina per il paese e per una tradizione produttiva che continua a essere uno dei riferimenti più riconoscibili dell’area pordenonese.

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