Roveredo e Pasiano, recuperati i gioielli sottratti a due anziane: arresto a Roma

L’indagine dei Carabinieri di Sacile ha riportato alle proprietarie preziosi e contanti presi il 6 agosto con il raggiro del falso controllo.

10 ottobre 2026 16:22
Roveredo e Pasiano, recuperati i gioielli sottratti a due anziane: arresto a Roma -
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La parte più importante, per le famiglie coinvolte tra Roveredo in Piano e Pasiano di Pordenone, è che i beni sottratti sono stati ritrovati. Gioielli per un valore complessivo vicino ai 24 mila euro, insieme a 100 euro in contanti, sono stati recuperati al termine di un’indagine avviata dopo due truffe ai danni di donne anziane avvenute nella stessa giornata.

Il presunto responsabile, un giovane poi rintracciato a Roma, è stato fermato mentre viaggiava verso il Sud. A seguire il filo degli spostamenti sono stati i Carabinieri di Sacile, che hanno ricostruito il percorso compiuto dopo i colpi messi a segno in provincia.

Due episodi riusciti tra Roveredo e Pasiano

I fatti risalgono al 6 agosto 2026. Le vittime sono una 75enne residente a Roveredo in Piano e una 82enne di Pasiano di Pordenone. Alla prima sono stati portati via monili in oro per circa 4 mila euro; alla seconda preziosi per circa 20 mila euro e 100 euro in denaro.

In entrambi i casi, chi si è presentato alle anziane si sarebbe qualificato come carabiniere, usando il pretesto di un controllo urgente sui gioielli custoditi in casa. È questo il meccanismo con cui sarebbe riuscito a farsi consegnare i beni.

Il raggiro partiva da una telefonata

Tutto cominciava con una chiamata: dall’altra parte del telefono, un interlocutore sosteneva che durante un furto in gioielleria fosse emersa una targa collegata alla persona contattata. Da qui la richiesta di mostrare subito oro e preziosi presenti nell’abitazione, così da verificarne la provenienza.

La pressione psicologica faceva leva sull’idea di un accertamento ufficiale e sulla necessità di agire senza perdere tempo. Un copione già visto in altre segnalazioni arrivate anche nel territorio pordenonese, dove i truffatori puntano spesso su persone sole o avanti con gli anni.

Otto tentativi sventati nello stesso giorno

Nella stessa data, però, non tutte le telefonate hanno avuto esito. Altri otto tentativi sono falliti tra Fiume Veneto, Roveredo in Piano, Praturlone, Cimpello, Vivaro e Cordovado. Le persone contattate hanno intuito l’inganno e si sono rivolte al 112.

Quel dato racconta anche un altro aspetto della vicenda: la diffusione degli avvisi e delle campagne informative ha aiutato diversi cittadini a fermarsi in tempo. Proprio quelle chiamate hanno fornito un quadro più ampio dell’azione messa in atto in provincia.

Dai taxi alla stazione, la pista seguita dagli investigatori

Dopo le denunce dei due episodi consumati, l’Aliquota Operativa del NORM di Sacile ha sviluppato gli accertamenti con il supporto delle Stazioni Carabinieri di Prata di Pordenone e Fontanafredda. Un passaggio decisivo è stato l’esame dei movimenti compiuti dal sospettato una volta arrivato nell’area pordenonese.

Gli investigatori sono riusciti a individuare i taxi usati per raggiungere le case delle vittime partendo dalla stazione ferroviaria. Da questi elementi è stato ricavato un identikit elettronico ritenuto sufficientemente preciso da indirizzare le ricerche lungo la tratta ferroviaria.

Il blocco a Roma Termini

La ricostruzione ha portato a concentrare l’attenzione su due treni partiti nel pomeriggio da Pordenone e diretti verso Napoli, con transito a Venezia Mestre. Le informazioni raccolte sono state condivise in tempo reale anche con la Polizia Ferroviaria di Pordenone.

Il riscontro è arrivato in serata a Roma Termini, dove il giovane è stato riconosciuto dopo essere sceso da un Frecciarossa diretto a Napoli Centrale. Il controllo, eseguito dagli agenti del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio, ha permesso di fermarlo e di verificare il contenuto dello zaino.

L’uomo, identificato come D.E., nato nel 2005 e originario della Campania, è stato arrestato in flagranza con l’accusa di truffa aggravata e portato nel carcere di Roma Regina Coeli. Tra i suoi effetti personali sono stati trovati tutti i gioielli sottratti nelle due case del Pordenonese e i 100 euro in contanti. Il materiale recuperato sarà restituito alle proprietarie, chiudendo almeno sul piano patrimoniale una vicenda che aveva colpito due famiglie del territorio.

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