Sacile e le vallate nel piano 2026: oltre 13,2 milioni alle strade provinciali
La quota più alta in regione va all’Edr di Pordenone: lavori previsti su ponti e tratti strategici tra Sacile, Pasiano, Val Cosa, Val Colvera e area montana.
È il Pordenonese a ricevere la fetta più consistente delle risorse regionali previste per il 2026 sulla viabilità di competenza degli Edr. Nel quadro complessivo da 31,593 milioni di euro, all’ente che segue la rete stradale dell’ex provincia di Pordenone sono assegnati 13,229 milioni, con un’impostazione che guarda soprattutto alla tenuta dei ponti e agli interventi di messa in sicurezza.
Per il territorio provinciale si tratta del pacchetto economicamente più rilevante tra i quattro enti di decentramento regionale. Dopo Pordenone arrivano infatti Udine con 10,9 milioni, Gorizia con 6,48 milioni e Trieste con 984 mila euro.
Le opere che toccano più da vicino il territorio
Tra gli interventi indicati nel programma compare la sistemazione della SR PN 50 di Sacile nel tratto Camolli-Casut, che interessa i comuni di Sacile, Fontanafredda e Brugnera. È uno dei passaggi più riconoscibili per il territorio, perché coinvolge un asse utilizzato ogni giorno tra area urbana, collegamenti produttivi e traffico locale.
Accanto a questo intervento, il piano elenca una lunga serie di opere sui ponti della rete provinciale. La voce più pesante riguarda la SR PN 2 “di Maraldi”, con 2,370 milioni di euro. Sono poi previsti lavori lungo la SR PN 6 “del Sile” in più punti, sulla SR PN 9 “di Pasiano”, sulla SR PN 22 “della Val Cosa” con 515 mila euro, sulla SR PN 26 “della Val Colvera” e sulla SR PN 34 “di Lestans” con 910 mila euro.
Priorità ai ponti, tra rinforzi e ricostruzioni
Il cuore del programma pordenonese è proprio lo stato delle strutture di attraversamento. In base alle verifiche tecniche, gli interventi potranno tradursi in manutenzioni straordinarie, opere di rinforzo oppure, nei casi più delicati, demolizione e ricostruzione.
Nel dettaglio rientrano anche la SR PN 36 “di Arba” per 1,560 milioni di euro, la SR PN 41 “di Bagnarola”, la SR PN 48 “di Tremeacque” con 1,745 milioni, la SR PN 1 “della Val d’Arzino” con 515 mila euro, la SR PN 27 “Vivarina”, la stessa SR PN 50 “di Sacile”, la SR PN 55 “di Pradis”, la SR PN 57 “di Campone”, la SR PN 20 “di Andreis” e la SR PN 54 “di Chievolis”.
La distribuzione delle opere mostra con chiarezza una doppia attenzione: da una parte i collegamenti della pianura, dall’altra la viabilità delle vallate e delle aree montane, dove ponti e manufatti richiedono controlli e investimenti continui per garantire collegamenti stabili.
Il quadro regionale e il peso del Pordenonese
Nel resto del Friuli Venezia Giulia, il programma 2026 coinvolge anche Gorizia, Trieste e Udine con lavori su frane, muri di sostegno, gallerie, rotatorie e sicurezza stradale. Ma è il territorio pordenonese a concentrare la quota maggiore delle risorse, segno di un fabbisogno importante sulla rete affidata all’Edr locale.
Per Gorizia sono previsti 6,48 milioni, con opere su ponti e dissesti franosi; a Trieste il piano vale 984 mila euro, tra Gropada, manutenzioni sui ponti e galleria Montedoro; a Udine ammonta a 10,9 milioni, con interventi che spaziano da barriere paramassi e rotatorie fino ai collegamenti viari.
Il totale attribuito all’Edr di Pordenone è pari a 13.228.952,57 euro. Per la provincia si profila quindi un 2026 centrato soprattutto sulla sicurezza della rete secondaria e dei ponti, un tema che riguarda da vicino spostamenti quotidiani, collegamenti tra comuni e accessibilità delle aree più periferiche.