Telefonate mirate agli anziani: 25 segnalazioni nel Pordenonese, nessuna truffa riuscita
Chiamate sospette tra Pordenone, Azzano Decimo e altri sei comuni. I truffatori si sono spacciati per carabinieri, vigili e tecnici.
Nel Pordenonese, questa volta, il passaparola sulla prudenza ha funzionato. In una sola giornata 25 persone anziane hanno contattato i Carabinieri dopo aver ricevuto telefonate sospette, riconoscendo il raggiro prima che qualcuno riuscisse a farsi consegnare soldi o preziosi.
Le segnalazioni raccolte dal Comando Provinciale di Pordenone si riferiscono a lunedì 14 settembre, nella fascia tra le 9 e le 18. Il dato più importante, per il territorio, è che nessuno dei tentativi denunciati ha avuto esito.
Otto comuni coinvolti nelle chiamate
Il fenomeno ha toccato più centri della provincia. Le telefonate sono state riferite soprattutto a Pordenone e Azzano Decimo, ma episodi analoghi sono emersi anche a Sacile, Brugnera, Porcia, Cordenons, Fontanafredda e San Quirino.
Si tratta quindi di un'azione diffusa, non limitata a un singolo quartiere o a un unico comune, con bersagli scelti tra persone anziane contattate direttamente in casa.
I copioni usati per creare urgenza
Chi chiamava cambiava ogni volta ruolo e giustificazione. In alcuni casi si presentava come appartenente all'Arma, in altri come agente della polizia locale o come tecnico del gas. Ad Azzano Decimo uno dei truffatori avrebbe usato il nome di “maresciallo Rossi”, cercando di rendere più credibile la conversazione.
Il meccanismo, secondo quanto ricostruito, era sempre simile: mettere fretta, prospettare un problema serio e impedire alla persona contattata di riflettere o chiedere conferme a familiari e conoscenti.
Dai gioielli all'incidente inventato
Tra i racconti utilizzati c'era anche quello di un presunto colpo in gioielleria, con l'invito a verificare immediatamente l'oro custodito in casa. Un modo per capire se nell'abitazione fossero presenti oggetti di valore e preparare la richiesta successiva.
In altre telefonate compariva invece la storia di un sinistro stradale: un familiare coinvolto, spese mediche urgenti da affrontare oppure una somma da consegnare come fantomatica cauzione. Tutto costruito per far leva sulla paura e ottenere denaro in tempi rapidi.
La falsa raccomandata e il tentativo di isolare chi era in casa
Un altro schema segnalato nel Pordenonese riguardava una raccomandata da ricevere con urgenza. Il chiamante sosteneva che rifiutarla avrebbe comportato sanzioni economiche nei giorni successivi, spingendo così l'interlocutore ad assecondare la richiesta.
In diversi episodi, inoltre, i truffatori hanno provato a far uscire di casa uno dei coniugi con il pretesto di un passaggio in un ufficio pubblico. L'obiettivo, in base agli elementi raccolti, sarebbe stato quello di lasciare l'altra persona sola e più esposta al raggiro.
La reazione corretta e il richiamo del 112
Le persone contattate hanno interrotto la conversazione e si sono rivolte ai veri Carabinieri, permettendo di raccogliere un quadro più chiaro di quanto stava accadendo in provincia. In diversi casi le pattuglie hanno poi raggiunto le abitazioni interessate per dare supporto e rassicurazioni.
L'Arma ricorda che non vengono effettuate richieste telefoniche di denaro, controlli domestici su gioielli o consegne urgenti legate a presunti incidenti o notifiche. Quando arrivano chiamate di questo tipo, l'indicazione resta una: chiudere subito e avvisare il 112.
Per il Pordenonese il dato incoraggiante è proprio questo: l'attenzione delle famiglie e le campagne informative hanno aiutato a fermare il raggiro sul nascere. Un risultato utile, ma che invita a mantenere alta la guardia in tutti i comuni della provincia.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 15 settembre 2026