Tre borghi, tre chiese e il Pordenone: da fine maggio riparte il percorso gratuito nei quartieri
A Villanova, Vallenoncello e Rorai Grande tornano le aperture coordinate dedicate alle opere di Giovanni Antonio de’ Sacchis, con visite libere fino a settembre.
Nei quartieri di Villanova, Vallenoncello e Rorai Grande torna un appuntamento pensato soprattutto per chi vive Pordenone tutto l’anno e vuole riscoprirne un patrimonio spesso osservato solo di sfuggita. Da domenica 31 maggio riprende infatti il ciclo di aperture coordinate dedicate ai luoghi cittadini legati a Giovanni Antonio de’ Sacchis, il Pordenone.
L’iniziativa propone ingressi gratuiti in tre chiese della città, tutte visitabili nello stesso pomeriggio. Non è richiesto alcun accredito preventivo e ciascuno può decidere come organizzare la propria visita: fermarsi in un solo luogo oppure costruire un piccolo itinerario tra i tre borghi, seguendo tempi e interessi personali.
Le sedi coinvolte sono la chiesa di Sant’Ulderico, la chiesa dei Santi Ruperto e Leonardo e la chiesa di San Lorenzo Martire. In ogni edificio saranno presenti guide turistiche abilitate, con partenze previste alle 14:30, alle 15:30 e alle 16:30. La fascia di apertura va dalle 14:30 alle 17:30 e ogni visita dura all’incirca 40 minuti.
Un itinerario cittadino senza percorso obbligato
Il tratto più interessante del progetto sta proprio nella sua formula aperta. Non esiste una sequenza prestabilita da seguire: si può iniziare da Villanova, scegliere Vallenoncello come prima tappa o raggiungere direttamente Rorai Grande. È un modo semplice per trasformare tre chiese in un racconto diffuso della città, affidando ai visitatori la libertà di comporre il percorso.
Questa impostazione punta anche a riportare attenzione su spazi che custodiscono opere importanti ma che, fuori dagli appuntamenti dedicati, restano meno frequentati rispetto ad altri luoghi culturali. Il progetto si inserisce così nel lavoro di valorizzazione dell’identità artistica pordenonese, in una fase in cui la città continua a ragionare sul proprio profilo culturale.
Cosa si può vedere nelle tre chiese
A Villanova, nella chiesa di Sant’Ulderico, il punto centrale della visita è rappresentato dagli affreschi dell’abside, considerati tra le prove più rilevanti della stagione veneta del maestro. Nello stesso edificio trova spazio anche l’altare in pietra realizzato da Giovanni Antonio Pilacorte, figura di primo piano della scultura del tempo.
Nella chiesa dei Santi Ruperto e Leonardo, a Vallenoncello, l’attenzione si concentra invece sulla pala dell’altar maggiore, letta come un passaggio significativo nell’evoluzione dell’artista verso soluzioni più energiche e meno legate agli schemi tradizionali. All’interno si conserva inoltre un affresco attribuito a Giovanni Maria Zaffoni, il Calderari, nome vicino alla sua eredità figurativa.
A Rorai Grande, nella chiesa di San Lorenzo Martire, il percorso porta davanti agli affreschi delle Storie della Vergine conservati nella volta del coro dell’antica chiesa quattrocentesca. Qui emerge una fase più intensa della pittura del Pordenone, capace di dare forza drammatica alle scene pur restando entro impianti compositivi classici.
Le prossime date fino all'inizio dell'autunno
Dopo l’appuntamento del 31 maggio, il calendario continuerà con cadenza mensile nell’ultima domenica disponibile del periodo estivo. Le date già indicate sono 28 giugno, 26 luglio, 23 agosto e 27 settembre.
Dal Comune, l’assessore alla Cultura e al Turismo Alberto Parigi ha collegato l’iniziativa al percorso di promozione del territorio rivolto sia ai residenti sia a chi arriva in città. Le chiese legate al Pordenone erano già entrate in precedenti programmi di visita, ma in questa edizione vengono riunite in un quadro più organico, con l’obiettivo di tenere insieme storia locale, arte e riconoscibilità urbana.
Come partecipare
La partecipazione resta libera e gratuita. Nel pomeriggio delle giornate in programma le tre chiese saranno aperte in contemporanea, con accoglienza all’ingresso e visite guidate a orari fissi nei singoli siti.
Per Pordenone è anche un’occasione concreta per rileggere i propri quartieri attraverso opere che appartengono alla memoria cittadina. Un invito semplice, senza biglietto e senza prenotazione, a entrare in luoghi che raccontano da vicino una parte importante della storia artistica locale.