Verde pubblico e inclusione, a Pordenone il progetto cresce: ora si guarda anche al Sentiero delle Operaie

Bilancio dei primi due anni per “Custodi di Equilibri”: sei persone coinvolte e interventi tra Parco del Seminario, Vallona e Terme Romane

04 giugno 2026 20:24
Verde pubblico e inclusione, a Pordenone il progetto cresce: ora si guarda anche al Sentiero delle Operaie -
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Non solo manutenzione di parchi e percorsi urbani, ma anche un lavoro concreto sull’inclusione. A Pordenone il progetto “Custodi di Equilibri”, nato dalla collaborazione tra Comune, ASFO e Coop Noncello, chiude il suo primo biennio con un risultato che tiene insieme attenzione ambientale e accompagnamento verso l’autonomia.

L’esperienza ha coinvolto finora sei persone con disabilità, impegnate in attività legate alla cura del verde e in un percorso pensato per rafforzare capacità relazionali e competenze utili anche in chiave lavorativa. Il tracciato seguito in questi due anni ha toccato alcuni luoghi significativi della città e potrebbe allargarsi ancora.

Tra le ipotesi sul tavolo, infatti, c’è l’estensione dell’iniziativa al Sentiero delle Operaie, aggiungendo un nuovo tassello a un progetto che è partito dal Parco del Seminario e si è poi sviluppato anche lungo la roggia Vallona e al Parco delle Terme Romane.

Un percorso che unisce spazi urbani e persone

L’idea alla base di “Custodi di Equilibri” è semplice solo in apparenza: intervenire su aree pubbliche da valorizzare e, nello stesso tempo, creare occasioni reali di partecipazione per cittadini con fragilità. In questo modo i luoghi interessati non vengono soltanto sistemati, ma diventano anche contesti di presenza attiva e di crescita personale.

L’assessore all’Ambiente Mattia Tirelli ha ricordato che il progetto, proposto da ASFO e Coop Noncello, era nato con l’obiettivo di recuperare e far riscoprire una parte ampia del Parco del Seminario, collegando quel lavoro a un’esperienza di avvicinamento al mondo del lavoro. A quel primo intervento si sono poi aggiunti i risultati ottenuti alla Vallona e nell’area del Parco delle Terme Romane.

Per l’amministrazione comunale, l’esperienza può diventare replicabile anche in altri contesti cittadini, in una fase in cui aumenta il patrimonio verde da gestire. In questo quadro si inserisce anche il nuovo Regolamento del Verde, richiamato dal Comune come strumento per favorire patti di collaborazione con realtà associative, enti, imprese e cittadini nella cura degli spazi pubblici.

Il progetto, inoltre, si colloca dentro il percorso del Contratto di Fiume Noncello, che mette attorno allo stesso tavolo istituzioni, associazioni e comunità locale per la tutela e la valorizzazione del sistema fluviale e delle aree naturali urbane.

Pordenone, due anni di cura del verde e inclusione con il progetto Custodi di Equilibri
Pordenone, due anni di cura del verde e inclusione con il progetto Custodi di Equilibri

Il bilancio sociale oltre i numeri

Accanto all’aspetto ambientale, il valore più rilevante del progetto resta quello sociale. L’assessora alle Politiche sociali e alle Pari Opportunità Guglielmina Cucci ha definito l’iniziativa come un’alleanza tra servizi sociali e ambiente, capace di andare oltre una risposta puramente assistenziale e di produrre un welfare generativo.

Il senso dell’esperienza, in questa lettura, sta anche nel dare visibilità e ruolo attivo a persone spesso considerate soltanto destinatarie di interventi. Qui, invece, diventano parte della cura dei beni comuni, con un beneficio che ricade insieme sul territorio e sulla comunità.

Stefano Mantovani, presidente di Coop Noncello, ha sottolineato che l’impatto del progetto non può essere valutato soltanto contando i partecipanti. A pesare sono anche le relazioni costruite in questi mesi e il contatto diretto con la città: il Parco del Seminario, ha osservato, è diventato uno spazio aperto e frequentato, vissuto da famiglie, scuole e cittadini che hanno potuto conoscere da vicino il lavoro svolto.

Secondo Mantovani, uno dei passaggi più significativi è proprio questo cambio di prospettiva: da persone da assistere a persone che si prendono cura di un luogo condiviso. È il principio che dà senso anche al nome scelto per il progetto, richiamando un equilibrio tra natura, comunità e inclusione, in una visione che si lega al concetto di One Welfare.

Guardando ai prossimi mesi, l’eventuale approdo al Sentiero delle Operaie rappresenterebbe la naturale prosecuzione di un’esperienza che a Pordenone ha già lasciato un segno in tre aree urbane. Il punto, più che ampliare semplicemente il raggio d’azione, sarà mantenere quella doppia attenzione al verde pubblico e alla qualità delle opportunità offerte alle persone coinvolte.

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