Acque, PFAS e viabilità del Cellina: in Regione si riaprono i dossier che toccano il Pordenonese
Dal monitoraggio dei pozzi artesiani al futuro del lago di Barcis e di Mezzocanale: le proposte portate in Aula da Marco Putto.
Nel Pordenonese tornano al centro del confronto politico due questioni che hanno effetti concreti sul territorio: la qualità delle acque sotterranee e la gestione dell'area del Cellina, tra lago di Barcis e collegamenti viari. In Consiglio regionale il consigliere Marco Putto, del gruppo Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, ha portato due proposte che riguardano da vicino Comuni, residenti e amministratori locali.
Il primo fronte è quello ambientale e sanitario. Putto ha chiesto che la Regione sostenga economicamente i Comuni per mappare i pozzi artesiani presenti nei diversi territori e per avviare verifiche sulle falde, con l'obiettivo di avere un quadro aggiornato delle acque sotterranee e della loro qualità.
Nel mirino ci sono anche i PFAS, sostanze inquinanti segnalate in più zone del Pordenonese. L'idea, secondo quanto illustrato dal consigliere, è quella di dotare gli enti locali di strumenti più efficaci per individuare eventuali criticità e intervenire con maggiore rapidità laddove emergano problemi di contaminazione.
Il tema dei pozzi e delle falde
La proposta presentata in Aula puntava dunque a un contributo regionale destinato ai municipi, così da rendere possibile un censimento dei pozzi attivi e campagne di controllo mirate. Per Putto, le notizie emerse recentemente sulla presenza di PFAS nelle falde rendono necessario rafforzare prevenzione e monitoraggio.
Si tratta di un passaggio che nel Pordenonese ha un peso particolare, perché tocca insieme tutela della salute pubblica, conoscenza del sottosuolo e capacità di programmare interventi tempestivi. Senza una base di dati più ampia, il rischio è quello di muoversi con strumenti parziali su un tema molto sensibile per le comunità locali.
Barcis, Mezzocanale e la partita sul Cellina
Il secondo emendamento ha invece riguardato l'area montana e un dossier che da anni torna nel dibattito locale: lo sghiaiamento del lago di Barcis e la progettazione di un invaso a uso plurimo in località Mezzocanale, a monte del bacino, lungo il torrente Cellina.
Nelle intenzioni esposte dal consigliere regionale, il serbatoio dovrebbe contribuire a contenere le piene, migliorare la disponibilità della risorsa idrica per utilizzi come quello irriguo e idroelettrico e alleggerire l'effetto del trasporto solido che oggi grava su Barcis. A questo si aggiunge un altro aspetto molto sentito sul territorio: la possibilità di collegare l'intervento a una sistemazione del tratto della Sr 251 tra Barcis e Cellino.
Il nodo, quindi, non riguarda solo l'assetto ambientale del lago, ma anche la sicurezza idraulica e la viabilità in una zona che periodicamente torna al centro dell'attenzione pubblica proprio per le sue fragilità infrastrutturali.
La posizione della Giunta regionale
Sul pacchetto di proposte, Putto ha parlato di un'apertura solo parziale da parte della Giunta. In particolare, ha giudicato positivamente la disponibilità ad accogliere un ordine del giorno relativo al serbatoio di Mezzocanale sul Cellina e agli interventi collegati sulla viabilità.
Più fredda, invece, la risposta sulle altre richieste. Il consigliere ha sottolineato che sarebbe servito un atteggiamento più deciso anche sul sostegno ai Comuni per censire i pozzi artesiani e per controllare le falde nelle aree interessate dalla questione PFAS.
Restano così aperti due capitoli distinti ma strettamente legati alla gestione del territorio pordenonese: da una parte l'esigenza di conoscere meglio lo stato delle acque sotterranee, dall'altra la necessità di affrontare in modo strutturale il futuro di Barcis, del Cellina e della Sr 251.