Casarsa, il ritratto di Pasolini in vetro resterà alla comunità: sarà esposto nel teatro comunale
L’artista svizzero Simon Berger ha scelto di lasciare al Comune l’opera creata per la mostra del 2025. Prima uscita pubblica il 21 ottobre con “I Turcs tal Friùl”.
Un’opera nata per una mostra temporanea diventa ora parte stabile del patrimonio culturale di Casarsa della Delizia. Il ritratto di Pier Paolo Pasolini realizzato su vetro da Simon Berger è stato infatti donato al Comune e troverà posto nel teatro comunale dedicato allo scrittore e regista.
Per il territorio casarsese si tratta di un segnale che va oltre il valore artistico dell’oggetto: l’immagine di Pasolini, creata appositamente per l’esposizione ospitata nei mesi scorsi, resterà in uno dei luoghi pubblici più frequentati della vita culturale cittadina.
Dal progetto espositivo a una collocazione permanente
L’opera era stata realizzata in occasione di “A matter of Metamorphosis”, la mostra allestita nell’ex sala consiliare di Casarsa tra aprile e luglio 2025. Berger aveva concepito quel lavoro proprio per quel percorso espositivo, scegliendo poi di lasciarlo alla comunità locale al termine dell’esperienza.
L’amministrazione comunale ha accolto la donazione individuando come sede il teatro comunale. La scelta punta a inserire il ritratto in uno spazio vissuto, legato a spettacoli, incontri e appuntamenti pubblici, così da renderlo facilmente accessibile ai cittadini e a chi arriva a Casarsa per gli eventi.
L’esordio davanti al pubblico in ottobre
La prima occasione in cui il pubblico potrà vedere l’installazione nel nuovo contesto sarà mercoledì 21 ottobre alle 20.45. In quella data si aprirà la stagione di prosa con “I Turcs tal Friùl”, testo pasoliniano che accompagnerà simbolicamente anche il debutto del ritratto nella sua sede definitiva.
Il lavoro misura circa due metri di altezza per uno di larghezza e dialogherà quindi con un luogo già fortemente connesso alla figura di Pasolini, rafforzando un’identità culturale che a Casarsa resta centrale anche a cinquant’anni dalla sua scomparsa, ricorrenza caduta nel 2025.
La tecnica di Berger e il legame con Casarsa
L’artista svizzero è noto per una pratica molto riconoscibile: interviene sul vetro con colpi di martello, sfruttando crepe e fratture per costruire volti e figure. Un procedimento che trasforma un materiale fragile in superficie narrativa, capace di restituire profondità e intensità attraverso le rotture.
Durante la permanenza a Casarsa, Berger aveva lavorato direttamente nello spazio espositivo, sviluppando in loco le opere presentate nella mostra. Quel progetto rendeva omaggio a Pasolini e, insieme, richiamava anche l’universo della “Metamorfosi” di Franz Kafka.
Il sindaco Claudio Colussi ha ringraziato l’artista per il gesto, sottolineando il rapporto costruito nei mesi di preparazione e durante l’apertura della mostra. La collocazione nel teatro, nelle intenzioni del Comune, servirà a dare continuità a quel percorso e a fare del ritratto un bene condiviso, inserito nella quotidianità culturale della città.
Per Casarsa della Delizia la donazione rappresenta così la prosecuzione concreta di un progetto che aveva già richiamato pubblico e attenzione. Non solo il ricordo di una mostra riuscita, ma un nuovo tassello stabile nel dialogo tra arte contemporanea e l’eredità pasoliniana del paese.