Da Pordenone a UnArchive Forum: Cinemazero porta a Roma i suoi fondi e lancia un progetto per il 2027

Gli archivi conservati in città entreranno nella vetrina internazionale di UnArchive Forum. A Roma sarà presentata anche la call “La fabbrica dei sogni”.

26 maggio 2026 19:14
Da Pordenone a UnArchive Forum: Cinemazero porta a Roma i suoi fondi e lancia un progetto per il 2027 -
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Gli archivi custoditi a Pordenone si preparano a entrare in una delle vetrine più rilevanti dedicate al riuso delle immagini filmiche. Dal 27 al 29 maggio 2026 Cinemazero prenderà parte a Roma a UnArchive Forum – The Image Reuse Ecosystem, appuntamento internazionale che mette in dialogo archivi, autori, produttori e operatori culturali.

Per la realtà pordenonese il passaggio più significativo arriverà mercoledì 27 maggio, quando sarà tra i nove soggetti scelti a livello mondiale per la sessione “Pitching the Archive”, il momento in cui vengono presentate collezioni e materiali a chi lavora sulla creazione audiovisiva contemporanea.

Una vetrina internazionale per i materiali conservati in città

La presenza di Cinemazero in questo gruppo ristretto colloca Pordenone accanto a istituzioni di primo piano del settore. Nel programma figurano infatti anche Beeld and Geluid dei Paesi Bassi, il British Film Institute, British Pathé, Ciclic Centre-Val de Loire, la Cinémathèque Québécoise, Cinémémoire, la Cineteca del Museo Nazionale del Cinema di Torino e la Fondazione CSC – Cineteca Nazionale con Archivio Nazionale Cinema Impresa.

Il riconoscimento riguarda un patrimonio archivistico che ha sede a Pordenone e che comprende materiali ritenuti particolarmente rari e originali. Tra i nomi legati ai fondi conservati compaiono, tra gli altri, Orson Welles, Federico Fellini, Andrej Tarkovskij, Tina Modotti, Pier Paolo Pasolini e Bernardo Bertolucci.

Questa dotazione è custodita nei nuovi spazi climatizzati destinati alla conservazione, un elemento che rafforza il ruolo della città nella tutela della memoria audiovisiva e nella sua possibile riattivazione in chiave creativa.

Il percorso verso Pordenone 2027 passa anche dagli archivi

La tappa romana non ha soltanto un valore di prestigio. Si inserisce infatti nel cammino che accompagna Pordenone verso il 2027, anno in cui la città sarà Capitale Italiana della Cultura, e mette al centro uno dei suoi asset culturali più riconoscibili: la capacità di trasformare la memoria filmica in un terreno di produzione contemporanea.

Durante il forum sarà infatti presentata la call nazionale “La fabbrica dei sogni”, di prossima apertura, pensata per artisti e artiste che potranno sviluppare una residenza a Pordenone proprio in vista del 2027. L'iniziativa punta a mettere in relazione il patrimonio custodito da Cinemazero con nuovi percorsi creativi.

La call nazionale e il lavoro con il Comune

I partecipanti selezionati avranno la possibilità di lavorare direttamente sui materiali d'archivio conservati da Cinemazero, costruendo progetti originali destinati a trovare valorizzazione nel programma culturale del 2027. L'idea è quella di far emergere nuove letture e nuovi linguaggi partendo da documenti già esistenti.

Il progetto è sviluppato insieme al Comune di Pordenone e si propone come uno strumento concreto per dare nuova vita alle risorse archivistiche presenti in città. Il titolo scelto, “La fabbrica dei sogni”, richiama volutamente l'immaginario storico del cinema italiano e prova a tradurlo in una prospettiva attuale, aperta alla sperimentazione.

Riccardo Costantini, responsabile degli archivi di Cinemazero, sottolinea come il cinema d'archivio stia trovando sempre più spazio nei festival, nelle sale, in televisione e sulle piattaforme. In questa cornice, osserva, il forum rappresenta un'occasione importante per far incontrare professionisti dell'audiovisivo e grandi collezioni, valorizzando anche quelli che definisce i “tesori di Pordenone”.

Per la città, dunque, la partecipazione a Roma non è soltanto una presenza in cartellone. È anche la conferma che il patrimonio conservato localmente può avere un ruolo riconosciuto nel circuito internazionale e diventare una leva culturale concreta nel percorso che porterà Pordenone al 2027.

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