Pordenone, EFASCE rilancia: nel 2026 iniziative per i giovani all’estero e rotta verso il 120° anniversario
Bilanci approvati dall’assemblea dell’associazione dei pordenonesi nel mondo. Tra i temi centrali il ricambio generazionale, i nuovi emigrati e il percorso verso il 2027.
Il legame tra Pordenone e le sue comunità sparse nel mondo resta un tema molto concreto, non solo di memoria. Lo ha ribadito l’assemblea di EFASCE - Pordenonesi nel mondo, che ha dato il via libera al consuntivo 2025 e al preventivo 2026, indicando tra le priorità il rapporto con i giovani partiti negli ultimi anni e la preparazione alle ricorrenze del 2027.
L’incontro si è svolto negli spazi della Curia della Diocesi di Concordia-Pordenone. Per l’associazione, attiva dal 1907, si tratta di un passaggio importante anche sul piano organizzativo, perché conferma la continuità di una rete che oggi conta 120 Segretariati distribuiti in 20 Paesi.
Accanto ai discendenti dell’emigrazione storica, EFASCE guarda infatti a chi lascia oggi il territorio pordenonese per studio, lavoro o nuove opportunità. I numeri AIRE richiamati durante l’assemblea fotografano un fenomeno ancora attuale: tra 2024 e 2025 dalla provincia sono emigrate 2601 persone e una quota significativa dei residenti all’estero originari del Friuli occidentale rientra nella fascia tra i 18 e i 34 anni.
Il 2026 come anno di preparazione
Nel calendario dell’associazione, il prossimo anno avrà un valore particolare. Il presidente Angioletto Tubaro ha indicato il 2026 come una tappa di avvicinamento al 2027, quando cadranno i 120 anni di EFASCE e, nello stesso periodo, Pordenone sarà al centro dell’attenzione culturale nazionale.
Per l’autunno è già in cantiere un convegno dedicato alla nuova emigrazione, pensato per collegare il tema della mobilità contemporanea con il percorso che porterà la città verso quell’appuntamento. Sempre nel 2026 troverà spazio anche il ricordo del cardinale Celso Costantini, fondatore dell’ente, nel 150° anniversario della nascita, grazie a un contributo assicurato dal Comune di Pordenone.
Nel corso della relazione è stato ricordato anche l’impegno nelle commemorazioni per il cinquantesimo del terremoto in Friuli, con il patrocinio all’iniziativa promossa dalle parrocchie e dai Comuni di Clauzetto e Vito d’Asio nella chiesa di San Martino.
Il nodo del ricambio nelle comunità all’estero
Uno dei punti più sentiti riguarda il passaggio tra generazioni dentro i Segretariati. Tubaro ha sottolineato come la realtà all’estero sia molto composita: convivono gruppi nati dall’emigrazione di oltre un secolo fa e nuclei più recenti, legati ai nuovi flussi in uscita.
In questo quadro, mantenere vivi lingua, identità e appartenenza non è sempre semplice. Per questo EFASCE punta a rafforzare strumenti capaci di coinvolgere i più giovani, a partire dalla Consulta dei Segretariati, introdotta con la revisione dello Statuto e riunita per la prima volta a Pordenone nel luglio 2025.
Le attività svolte e quelle già confermate
Nel bilancio dell’ultimo anno rientrano progetti culturali, momenti formativi e iniziative di memoria. Tra questi figurano la collana editoriale Testimoni, i corsi di lingua italiana e cultura regionale rivolti ad adulti e ragazzi, la collaborazione con Pordenone Artandfood, la presentazione a Parigi del fumetto tratto da “Il sogno di una cosa” di Pier Paolo Pasolini, oltre alle missioni in Canada, negli Stati Uniti e in Brasile.
L’associazione ha inoltre ricordato il sessantesimo della tragedia di Mattmark, lavorato sulla figura di Padre Bartolomeo da Panigai e realizzato un video dedicato all’architettura friulana in Sudamerica. Per il 2026 sono già stati confermati i soggiorni estivi sostenuti dalla Regione per famiglie e giovani, i progetti con le scuole, una nuova edizione di Pordenone Artandfood in ottobre, altri corsi di italiano, un appuntamento a Parigi e il supporto ad attività in Uruguay e Brasile.
Tra le azioni considerate strategiche c’è anche una nuova missione negli Stati Uniti, dove EFASCE ritiene utile consolidare ulteriormente la propria presenza. Un lavoro che si intreccia con il percorso culturale della città e con il tentativo di rendere più stretto il rapporto tra Pordenone e i corregionali che vivono oltreconfine.
Sostegno del territorio e collaborazione con gli enti
All’assemblea partecipano anche i Comuni del Pordenonese in qualità di soci, un elemento che conferma il radicamento locale dell’associazione. Nella relazione morale, approvata all’unanimità, Tubaro ha rimarcato la presenza di sindaci e amministratori come segnale di vicinanza all’attività dell’ente, oggi guidato dal direttivo insediato dopo le elezioni del 2025, succeduto alla presidenza di Gino Gregoris.
È stato messo in evidenza anche l’aumento delle adesioni sul territorio e il contributo garantito dai soggetti che sostengono le attività: Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Comune di Pordenone e, da quest’anno, anche BCC di Pordenone e Monsile. Un sostegno che consente di programmare iniziative stabili e di agganciare i progetti ai bandi culturali regionali.
Negli interventi finali è emersa anche la volontà di rafforzare il dialogo con le altre realtà che si occupano di emigrazione friulana. In partenza c’è una lettera firmata da Tubaro e dal presidente dell’Ente Friuli nel Mondo Franco Iacop, con l’invito a sviluppare una collaborazione più stretta tra Segretariati e Fogolars Furlans. Per Pordenone, il messaggio è chiaro: la dimensione internazionale dei suoi cittadini resta una risorsa da coltivare, non un capitolo chiuso del passato.