Anche Pordenone nel tiramisù dei record: a Londra il primato mondiale supera i 440 metri

Nella sfida alla Chelsea Old Town Hall c’è anche una forte impronta pordenonese, con artigiani del territorio coinvolti nel nuovo Guinness World Record.

26 aprile 2026 22:45
Anche Pordenone nel tiramisù dei record: a Londra il primato mondiale supera i 440 metri -
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Da San Vito al Tagliamento a Roveredo in Piano, passando per una squadra più ampia di professionisti del Friuli Venezia Giulia: nel nuovo record mondiale del tiramisù firmato a Londra c’è anche una presenza concreta del Pordenonese. Alla Chelsea Old Town Hall, domenica 26 aprile 2026, il dessert simbolo della tradizione italiana ha raggiunto i 440 metri e 58 centimetri, misura che ha consentito di stabilire il nuovo Guinness World Record per il tiramisù più lungo del mondo.

Il risultato è arrivato al termine della verifica ufficiale dei giudici Guinness, davanti a pubblico, volontari e rappresentanti della comunità italiana nel Regno Unito. A coordinare l’impresa è stato Mirko Ricci, nome già noto per altre iniziative legate ai grandi primati dedicati al celebre dolce.

Il contributo del territorio pordenonese

Per il Diario di Pordenone il dato più significativo riguarda la partecipazione delle realtà locali coinvolte nell’allestimento del record. Tra i soci di Etica del Gusto presenti a Londra figurano infatti Cassin, attiva tra San Vito al Tagliamento e Bagnarola di Sesto al Reghena, e Caffè del Cuore di Roveredo in Piano, due nomi che hanno portato il territorio pordenonese dentro una vetrina internazionale di grande richiamo.

Accanto a loro hanno lavorato anche altre attività regionali, da Udine a Trieste, all’interno di una squadra composta da nove soci dell’associazione. La partecipazione del Friuli Venezia Giulia non è stata quindi marginale, ma inserita in modo pieno nell’organizzazione operativa di una prova complessa, seguita anche da media internazionali.

Etica del Gusto riunisce maestri pasticcieri, panettieri e professionisti dell’arte bianca del Friuli Venezia Giulia. La presenza londinese conferma il ruolo di questa rete artigiana, già vista anche in eventi regionali e in percorsi dedicati alla formazione, come quelli costruiti per trasmettere competenze tecniche ai più giovani.

Un primato costruito in due giornate

L’obiettivo della manifestazione era superare il precedente record di 273,50 metri, stabilito a Milano nel 2019. La preparazione si è sviluppata tra il 25 e il 26 aprile, con assemblaggio eseguito sul posto e controllo finale secondo il protocollo previsto dal Guinness World Records.

La misura finale ha portato il risultato ben oltre la soglia da battere. La lunga sequenza di teglie, savoiardi, crema e caffè ha trasformato gli spazi della Chelsea Old Town Hall in un grande laboratorio della pasticceria italiana, con un colpo d’occhio che ha accompagnato tutta la sfida fino al verdetto conclusivo.

I numeri dell’impresa

Per arrivare al record sono servite quantità notevoli di ingredienti e un’organizzazione molto precisa. Sono stati utilizzati circa 800 litri di caffè, 150mila savoiardi, 500 chili di uova e altri 150 chili tra panna e mascarpone, con il supporto delle aziende partner dell’iniziativa.

Uno degli aspetti più delicati riguardava proprio le regole di preparazione: il tiramisù doveva essere realizzato e assemblato dal vivo, senza arrivare già pronto. Questo ha reso la prova particolarmente impegnativa, perché oltre alla lunghezza era necessario rispettare criteri di consistenza, sicurezza alimentare e corretta esecuzione.

Un omaggio al Regno Unito e alla comunità italiana

L’iniziativa è stata dedicata a Re Carlo III e alla famiglia reale britannica, come segno di riconoscenza verso un Paese che da anni ospita una vasta comunità italiana. Il record ha avuto quindi anche un valore simbolico, non soltanto gastronomico, inserendosi in un contesto di promozione del made in Italy attraverso uno dei dolci più conosciuti al mondo.

Nel racconto della giornata c’è infatti anche una dimensione culturale: il tiramisù si è trasformato in un elemento capace di unire lavoro artigiano, identità italiana e spirito di squadra. Per i professionisti del Friuli Venezia Giulia, e per quelli del Pordenonese in particolare, la trasferta londinese rappresenta una conferma della qualità espressa dal territorio anche fuori dai confini regionali.

Una tradizione di record che parte dal Friuli Venezia Giulia

Il legame tra il Friuli Venezia Giulia e i grandi primati del tiramisù non nasce con la prova londinese. Negli anni il territorio ha già legato il proprio nome a imprese di rilievo, da Gemona del Friuli al record per peso fino al primato di lunghezza conquistato in passato a Villesse.

La novità di questa edizione è la dimensione internazionale dell’evento, che ha portato artigiani e competenze regionali nel cuore di Londra. Per il Pordenonese, presente con alcune delle sue realtà più note, resta soprattutto il valore di una partecipazione concreta a un risultato che unisce visibilità, mestiere e orgoglio del territorio.

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