San Vito al Tagliamento, in Regione il caso del reparto di Ginecologia: chiesti chiarimenti sul rapporto con Pordenone
Interrogazione della consigliera Serena Pellegrino dopo le indiscrezioni su una possibile direzione unica tra il presidio sanvitese e il Santa Maria degli Angeli.
Il futuro dell'area di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale di San Vito al Tagliamento torna al centro del dibattito politico regionale, con ricadute che riguardano da vicino anche l'assetto sanitario della provincia di Pordenone. A sollevare il tema è la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Serena Pellegrino, che ha annunciato un'interrogazione orale alla Giunta.
Il nodo riguarda l'ipotesi, emersa sulla stampa, di una riorganizzazione che porterebbe a una direzione condivisa con Pordenone. Un passaggio che, secondo la consigliera, merita una spiegazione pubblica sia sul piano organizzativo sia su quello dei servizi garantiti al presidio sanvitese.
Il punto politico aperto in Regione
Nella nota con cui annuncia l'iniziativa, Pellegrino collega la questione al percorso già vissuto dall'ospedale dopo la chiusura del punto nascita. Da qui la domanda di fondo rivolta all'esecutivo regionale: quale ruolo si intende assegnare in prospettiva alla struttura di San Vito.
Secondo quanto riferito, dopo l'uscita del dottore Pirrone dal Santa Maria degli Angeli sarebbe allo studio il passaggio dell'unità complessa sanvitese a struttura semplice, all'interno di un assetto con guida unificata insieme a Pordenone. Proprio su questo scenario l'interrogazione chiede una presa di posizione netta da parte di Asfo e della Regione.
Le richieste su servizi, personale e autonomia
La consigliera domanda se questa soluzione rientri davvero negli orientamenti dell'azienda sanitaria e dell'amministrazione regionale, quali siano le motivazioni alla base e quali effetti concreti produrrebbe nell'operatività del reparto.
Fra i punti indicati ci sono l'impatto sull'autonomia organizzativa della sede di San Vito, le eventuali conseguenze per il personale e le ricadute sulle prestazioni offerte alle utenti del territorio. Il tema, quindi, non riguarda solo un organigramma, ma l'equilibrio complessivo dei servizi ospedalieri nell'area pordenonese.
Il precedente del punto nascita e le rassicurazioni da verificare
Pellegrino richiama anche gli impegni che erano stati richiamati quando venne chiuso il punto nascita. In quella fase, osserva, erano state date assicurazioni sulla continuità e sulla piena funzionalità dell'ospedale sanvitese.
Per questo, sostiene, un'eventuale riduzione della direzione autonoma andrebbe spiegata con precisione, chiarendo in che modo sarebbe compatibile con quelle garanzie. La richiesta è che ogni scelta successiva sia accompagnata da elementi verificabili su risorse disponibili e mantenimento dei servizi.
L'interrogazione punta infine a ottenere una risposta politica esplicita dall'assessore regionale alla Salute Riccardi, così da definire il quadro programmatorio per l'ospedale di San Vito al Tagliamento e i suoi rapporti con Pordenone. Un passaggio atteso anche dagli operatori, dalle amministrazioni locali e dai cittadini che guardano al presidio come riferimento sanitario per questa parte della provincia.