Sesto al Reghena, serata con Alberto Ravasio: a pordenonelegge Fuoricittà arriva “Il grande mantenuto”
Venerdì 6 novembre all’Auditorium Burovich il confronto con Anna Vallerugo. Ingresso gratuito, consigliata la prenotazione.
La tappa di Sesto al Reghena porta nel territorio uno degli appuntamenti del calendario autunnale di pordenonelegge Fuoricittà, con una proposta che intreccia narrativa contemporanea e riflessione sociale. Venerdì 6 novembre, alle 20.45, all’Auditorium Burovich sarà ospite lo scrittore Alberto Ravasio.
L’incontro, promosso dal Comune insieme alla Fondazione Pordenonelegge.it nell’ambito della stagione letteraria diffusa, vedrà l’autore dialogare con la giornalista e scrittrice Anna Vallerugo attorno al suo libro Il grande mantenuto, pubblicato da Quodlibet nel 2026.
Un appuntamento della rassegna che attraversa il territorio
La serata di Sesto si inserisce nel programma che fino al 30 novembre coinvolge tredici comuni della provincia di Pordenone. Il progetto, firmato dalla direzione artistica di Gian Mario Villalta con i curatori Alberto Garlini e Valentina Gasparet, costruisce un percorso diffuso tra paesi e centri del territorio, portando autori e temi d’attualità fuori dal capoluogo.
Per il pubblico l’accesso è libero. La prenotazione resta consigliata tramite registrazione sulla piattaforma dedicata di pordenonelegge, mentre per informazioni è disponibile il numero 0434.1573100.
Un romanzo su precarietà, ambizione e disuguaglianze
Al centro della presentazione ci sarà un romanzo che guarda a una generazione segnata da lavori instabili, aspirazioni culturali difficili da sostenere e forti squilibri economici. Il protagonista è un giovane laureato deciso a diventare scrittore, ma per inseguire questa vocazione finisce per dipendere dagli altri, attraversando ambienti molto diversi tra loro.
Il libro segue questo percorso tra margini sociali, mondo editoriale e contesti borghesi, trasformando la vicenda individuale in una lettura più ampia sulle condizioni materiali necessarie per accedere alla cultura. Il tema del “mantenimento”, nel romanzo, non riguarda infatti solo il singolo personaggio, ma diventa una lente per osservare relazioni di classe, privilegi e fragilità diffuse.
«Sono finiti i soldi ma tutto il resto c’è ancora»: da questa frase prende avvio una storia che racconta il desiderio di affermarsi attraverso la scrittura e, insieme, l’impossibilità di farlo senza un sostegno economico. Il protagonista si muove così tra esperienze paradossali, incontri eccentrici e continui spostamenti dentro fasce sociali differenti.
Il significato del titolo e lo sguardo sul presente
Nel libro, il “grande mantenuto” non coincide con una sola figura. È l’aspirante autore che non riesce a vivere del proprio lavoro, ma anche chi opera nella cultura partendo da una condizione di vantaggio, oppure quei trentenni rimasti sospesi in un’età adulta incompleta, sempre in bilico economicamente.
Ambientato tra il 2008 e il 2020, il romanzo usa il registro tragicomico per raccontare un tempo segnato dalla crisi finanziaria e poi dalla pandemia. Ne esce il ritratto di una società irrigidita, dove le differenze di partenza pesano sempre di più e la cultura rischia di trasformarsi in un terreno accessibile soprattutto a chi può permetterselo.
Per Sesto al Reghena l’incontro rappresenta così non solo una tappa letteraria, ma anche un’occasione di discussione pubblica su temi che toccano da vicino molte generazioni: il lavoro precario, il valore dello studio, le opportunità reali e il prezzo sociale delle ambizioni culturali.